lunedì 2 Agosto 2021
lunedì, Agosto 2, 2021
spot_img

TORINO – Carceri: Poliziotto Penitenziario aggredito da un detenuto

Portato al Maria Vittoria, ha riportato un trauma cranico con prognosi di dieci giorni

TORINO – Grave aggressione nel primo pomeriggio di ieri, lunedì 21 gennaio, alla Casa Circondariale di Torino, introno alle 13, durante l’immissione all’aria dei detenuti, un detenuto Italiano di origini magrebine trentaquattrenne, ristretto alla 11^ sezione del Padiglione B, in carcere per stalking, rapina, lesioni ed altro, ha aggredito senza apparente motivo, un Agente della Polizia Penitenziaria in servizio, sferrandogli una violenta testata nel momento in cui il poliziotto stava per aprire le celle per la fruizione dei passeggi.

[su_slider source=”media: 179285,179286″ limit=”100″ width=”1600″ height=”220″ title=”no” pages=”no” autoplay=”3000″]

Il poliziotto è dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino dove gli è stato riscontrato trauma cranico con un prognosi di 10 giorni. Il detenuto in questione è stato subito messo in isolamento cautelare e arrestato, in flagranza di reato dal personale di Polizia Penitenziaria del Reparto di Torino per reati di violenza a Pubblico Ufficiale, lesioni personali aggravate e interruzione di pubblico servizio.

Leo Beneduci Segretario Generale O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) dichiara: “A rimetterci è soltanto la Polizia Penitenziaria unico baluardo della legalità nelle carceri che come sempre paga un prezzo altissimo in termini di aggressioni e situazioni pregiudizievoli per l’ordine e la sicurezza penitenziaria.”

[su_slider source=”media: 175353,162328″ limit=”100″ width=”1600″ height=”220″ title=”no” pages=”no”

Prosegue Beneduci: “Soltanto abnegazione, spirito di sacrificio ed elevatissima professionalità sopperiscono alle mancanze funzionali, oltre che strutturali, di una amministrazione penitenziaria alla deriva. È di tutta evidenza la necessità di dotare gli Agenti di idonei strumenti per poter intervenire nelle gravi situazioni pregiudizievoli per l’ordine e la sicurezza. Si dovrà dunque provvedere, senza ulteriori ritardi, a dotare il personale di polizia penitenziaria di idonei strumenti tesi a fronteggiare la grave escalation delle aggressioni. Solidarietà al collega gravemente ferito”.

Il Segretario regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE per il Piemonte Vicente Santilli, dichiara: “Viviamo tra violenze e tensioni 365 giorni all’anno. E se non fosse stato per il tempestivo intervento dei poliziotti penitenziari si sarebbero verificati peggiori conseguenze”.

[su_slider source=”media: 119356,147401,144690″ limit=”100″ width=”1600″ height=”220″ title=”no” pages=”no” autoplay=”3000″]

Donato Capece, segretario generale del SAPPE, è netto nella denuncia circa la realtà della situazione penitenziaria piemontese: “Tra sabato ed oggi in Piemonte si sono contate aggressioni a Torino e Novara ed una sommossa a Cuneo. Il sistema delle carceri non regge più, è farraginoso. I vertici dell’Amministrazione Penitenziaria e del Ministero della Giustizia hanno smantellato le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8/10 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali. Il carcere non è terra di presunti innocenti e disgraziati. E’ anche terreno fertile di violenti, criminali e delinquenti che sfogano la loro frustrazione verso le leggi dello Stato contro le donne e gli uomini appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, che stanno in prima linea 24 ore al giorno e non solamente i pochi minuti di annunciate visite politiche, utili solo alla visibilità di chi le effettua”.

[su_slider source=”media: 179291,179289,179288,179290″ limit=”100″ width=”1600″ height=”220″ title=”no” pages=”no” autoplay=”3000″]

spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img