RIVAROLO CANAVESE – Recentemente sono stati tagliati alcuni alberi in diverse zone della città.

“Purtroppo siamo stati costretti – afferma il Sindaco Alberto Rostagno – perché erano praticamente morti a causa della malattia che li aveva colpiti, e per questo pericolosi per i cittadini, poiché potevano cadere dei rami o le stesse piante e ferire qualcuno.”

In disaccordo il gruppo di opposizione Rivarolo Sostenibilecapitanato da Marina Vittone che, in una nota inviata ai media, dichiara:

“Ma possibile che la giunta Rostagno non riesca proprio a trovare un modo per recuperare, nel caso degli edifici, e per curare, nel caso degli alberi, anziché abbattere, il patrimonio pubblico, architettonico e naturalistico della nostra Città? Abbiamo assistito nei giorni precedenti al taglio radicale di alcuni alberi lungo i viali cittadini: tutto viene giustificato con la “pubblica incolumità” e con ordinanza del Sindaco (atto monocratico) si provvede all’abbattimento. Quello che doveva essere il piano triennale delle potature e delle indagini fito-statiche 2017-2019, in realtà è un progetto di smantellamento totale delle alberate storiche cittadine, in particolare quelle del viale centrale del Parco Malgrà, di Viale Berone e Via Piave, per le quali è previsto l’abbattimento totale (ambo i lati) e contestuale (per viale Berone dopo le Festività dei Santi, fanno sapere dagli uffici comunali).”

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“Gli alberi – prosegue il comunicato – vengono descritti come “malati terminali”, potenziali propagatori di infezioni varie o sofferenti di anomalie strutturali in parte anche dovute alle potature o capitozzature a cui abbiamo assistito negli anni. In realtà questi alberi non appaiono tutti così compromessi da giustificarne un abbattimento completo e contestuale. Senza contare il pesante impatto estetico che un tale intervento avrà sul profilo dei viali cittadini. Uno scempio. Le alberate cittadine e il verde pubblico, già scarsamente curato in questi anni, sono un bene di valore ambientale, storico-culturale e documentario da tutelare e conservare. Sono un bene comune, appartengono alla collettività e questi interventi avrebbero dovuto essere discussi con i cittadini e nelle opportune sedi istituzionali.”

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“Come sempre, invece, l’Amministrazione non ha cercato il confronto democratico nella preposta Commissione consiliare ecologia e ambiente e neppure con i cittadini. Se avesse voluto un vero confronto con la cittadinanza, infatti, avrebbe dovuto diffondere una comunicazione chiara ed efficace, non avrebbe dovuto intitolare, in modo deviante, l’incontro pubblico del 25 settembre scorso “Alla scoperta del patrimonio arboreo cittadino – aceri, platani & Co.”! Avrebbe dovuto scrivere “patrimonio arboreo cittadino che non ci sarà più”!

E conclude chiedendo “un confronto urgente nella Commissione ecologia e ambiente, soprattutto per conoscere il cronoprogramma di abbattimenti e ripiantumazioni: teniamo conto che per abbattere un albero ci vogliono pochi minuti, mentre per vederlo crescere ci vogliono decenni!”

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