TORINO – Continua il costante impegno operativo della Polizia di Stato nell’ambito dei controlli ordinari e straordinari del territorio, disposti dal Questore Messina con la finalità di prevenire il degrado sociale e la criminalità diffusa e di contrastare le attività illegali con particolare riguardo all’uso ed allo spaccio di sostanze stupefacenti e i reati predatori.

Nel corso dell’ultimo mese la complessiva attività di controllo del territorio svolta dalla Polizia di Stato ha determinato l’arresto di 178 persone (di cui 130 straniere) e sono state denunciate in stato di libertà 414 persone. Sono state identificate quasi 7563 persone di cui 2225 straniere. I cittadini stranieri espulsi sono 57. Gli esercizi pubblici controllati sono 48 con la contestazione di sanzioni amministrative per oltre 380 mila euro e l’emissione di 7 provvedimenti di sospensione della licenza da parte del Questore ex art. 100 TULPS. Sono 5 i chili di stupefacente sequestrato

Dal 1° gennaio l’attività di controllo del territorio svolta dalla Polizia di Stato, che ha visto un incremento del 13% delle pattuglie impiegate sul territorio, ha determinato l’arresto di 1504 persone (di cui 965 straniere); nel medesimo periodo sono stati denunciati in stato di libertà di 3876 soggetti e sono state identificate oltre 67500 persone di cui 17559 straniere. I cittadini stranieri espulsi sono 459. Gli esercizi pubblici controllati sono stati 325 con la contestazione di sanzioni amministrative per circa 1.500.000 euro e l’emissione di 40 provvedimenti di sospensione della licenza da parte del Questore ex art. 100 TULPS; dall’inizio dell’anno sono stati sequestrati circa 635 kg di stupefacenti.

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Per quanto riguarda i controlli straordinari, nel corso dell’ultimo periodo, in tutto il territorio cittadino e della provincia sono stati effettuati 49 servizi straordinari: n. 13 Commissariato Dora Vanchiglia (Aurora, Porta Palazzo, Meisino, Colletta); n. 8 Commissariato di Rivoli (Area Mercatale, area cittadina, fenomeno furti); n. 8 UPGSP (prevenzione truffe anziani, corso Principe Oddone, parco Pellerina); n. 5 Commissariato Barriera Nizza (Parco del Valentino, San Salvario, Zona Ospedali); n. 3 Commissariato Barriera Milano (Via Montanaro, Parco Sempione, Parco Peccei); n. 3 Commissariato di Ivrea (TO) (area mercatale); n. 2 Commissariato Madonna Campagna (Spina 3); n. 3 Commissariato San Paolo (via Di Nanni, giardini Spanzotti); n. 3 Commissariato San Secondo (Santa Rita, corso Sommelier); n. 1 Commissariato Centro (Piazza Carlo Felice, Giardini Reali).

5 servizi “ad alto impatto” sono stati svolti nelle seguenti aree: n.2 Commissariato Barriera Milano (via Montanaro, Parco Sempione); n.1 Commissariato Centro (piazza Carlo Felice, Giardini Reali); n.1 Commissariato Barriera Nizza (Parco del Valentino, San Salvario); n.1 Commissariato Madonna di Campagna (Spina 3)

Questa attività operativa ha portato all’arresto di 15 persone e alla denuncia di 16; gli identificati sono 1300; 2 i chili di stupefacente sequestrato.

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ARRESTI

Nel contesto dei controlli straordinari del territorio si inserisce anche il Progetto Medusa pensato dal Questore Francesco Messina, presentato lo scorso mese di giugno e finalizzato a contrastare i fenomeni predatori nei confronti di persone anziane. Nell’ultimo mese sono stati effettuati 28 servizi (21 Macroarea Nord, 7 Macroarea Sud della città) con l’impiego delle pattuglie dell’U.P.G.S.P. e del R.P.C. Al servizio, sono state dedicate una quarantina di pattuglie. Nello specifico sono state identificate quasi 200 persone. In questo quadro si inserisce il decremento di eventi tentati e consumati.

Dall’inizio dell’anno, le truffe ad anziani, denunciate alla Polizia di Stato sono state 336; la zona maggiormente colpita è il quartiere di Mirafiori con 91 eventi, seguito da Barriera Milano e Madonna di Campagna entrambi con 48 eventi.

Proprio dal lavoro svolto nell’ambito del Progetto Medusa è nata l’indagine che ha portato, il 21 agosto scorso, gli agenti della Squadra Mobile di Torino ad intercettare e seguire fino a Genova un’Alfa Romeo Giulietta con a bordo tre persone appartenenti all’etnia sinti, dimoranti nel nostro territorio e sospettati di questo genere di compiere truffe a danno di persone anziane.

L’attività investigativa aveva consentito di accertare che i tre soggetti (due donne e un uomo) avevano intenzione di contattare, all’interno delle loro abitazioni delle persone anziane utilizzando il modus operandi del “finto direttore di banca” allo scopo di convincerle a consegnare denaro, oggetti preziosi o carte di credito/bancomat comprensive dei codici PIN, simulando di essere funzionari della banca della quale era cliente la vittima individuata.

Grazie alla costante attività di osservazione e controllo dei tre soggetti monitorarti, i poliziotti hanno accertato che le due donne sinti erano entrate nell’abitazione di una donna di 85 anni e, dopo un preliminare scambio di battute, erano riusciti a convincerla che, a seguito di alcuni presunti cambiamenti legislativi introdotti dalla “legge Salvini”, era obbligatorio dichiarare tutto l’oro posseduto poiché, altrimenti, avrebbe perso ogni valore.

La parte offesa, su indicazione di una delle due malfattrici che fingevano di essere dipendenti della banca, è stata persuasa a consegnare la carta bancomat e il PIN associato. La vittima, a causa del raggiro, ha chiuso e sigillato il bancomat con il PIN in una busta di colore giallo che è stata abilmente sostituita con un’altra dalle due finte impiegate.

Dopo essere uscite dall’abitazione dell’anziana, le due donne sono risalite sull’auto dove ad attenderle c’era il complice. Poco dopo, da alcuni sportelli bancomat hanno effettuato alcuni prelievi: complessivamente 500 euro.

Gli agenti, dopo aver osservato i prelievi fraudolenti, hanno arrestato in flagranza, per furto aggravato in abitazione e utilizzo indebito di carta abilitata al prelievo di denaro, i tre soggetti con a carico diversi precedenti di polizia per reati della stessa indole: CENA Irma, classe 1967; CENA Armandino, classe 1973; GRIMALDI Erika, classe 1974.

Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati: il bancomat della parte offesa e la somma fraudolentemente prelevata dagli sportelli ATM, altro denaro contante (2850 euro probabilmente sottratti alla parte offesa o ad altri individui in corso di identificazione), telefoni cellulari, guanti, abbigliamento ed altro materiale utile allo sviluppo delle indagini in corso su altri episodi analoghi commessi a Torino e in altre città del nord-ovest.

Inoltre, è stata sequestrata l’Alfa romeo Giulietta, utilizzata per commettere il crimine e un Porsche Macan, rinvenuto all’interno dell’area nomadi di corso Ferrara 44 A ed in uso a Irma Cena. Entrambi i veicoli sono stati sottoposti a sequestro in quanto ritenuti beni intestati fittiziamente a soggetti terzi. È stata anche sequestrata la somma di 4900 euro, ritrovata nell’abitazione di Irma Cena, in quanto verosimilmente proveniente dalla commissione di altri delitti dello stesso tipo.

A seguito della convalida dell’arresto, il giudice ha disposto nei confronti dei tre soggetti l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.

Venerdì pomeriggio, inoltre, personale della Squadra Mobile impegnato all’interno del Progetto Medusa, ha tratto in arresto a Torino un cittadino italiano, verosimilmente di origine sinti-polacca, Lakatosz Simone, classe 1996, nato e residente a Novara, con pregiudizi di polizia per reati contro il patrimonio. Il ventiduenne, con la complicità di un minore di 17 anni, nella mattinata di venerdì aveva ordito una truffa ai danni di un cittadino italiano di 76 anni.

A seguito di una telefonata nel corso della quale una donna, che si spacciava per sua figlia, affermava di avere urgente bisogno di soldi, l’anziano ha raccolto una cifra di denaro in contanti di quasi 3000 euro, nonché diversi monili in oro. Sotto casa, ad aspettarlo, il diciassettenne che, presa in consegna la busta contenente il denaro e l’oro, è salito immediatamente a bordo di un’autovettura guidata proprio dal Lakatosz, col quale si è allantonato. Gli uomini della Squadra Mobile hanno intercettato poco dopo l’auto con a bordo i due truffatori e l’hanno fermata. Lakatosz è stato tratto in arresto, mentre il minorenne è stato denunciato in stato di libertà. La perquisizione domiciliare effettuate a Novara nelle residenze degli arrestati ha portato al rinvenimento, oltre che di quattro telefoni cellulari utilizzati per le truffe e di venti schede sim di gestori stranieri, di numerosi oggetti in argento provento di furto, di cui si cercano i proprietari.

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