martedì 20 Ottobre 2020

CASTELLAMONTE – Inaugurata la mostra d’arte contemporanea “Visioni urbane ed extraurbane” (FOTO e INTERVISTE)

CASTELLAMONTE – Inaugurata sabato 14 aprile presso il Centro Congressi Piero Martinetti la mostra collettiva d’arte contemporanea “Visioni urbane ed extraurbane”, nata da un progetto di Mariangela Redolfini e Elena Piacentini, a cura di Anna Tabbia. L’esposizione artistica sarà visitabile il sabato e la domenica (ore 10-12.30 / ore15-18.30) fino al 5 maggio.

“La mostra nasce dall’iniziativa di due artiste, Mariangela Redolfini ed Elena Piacentini, che da tempo hanno iniziato a riflettere sulle visioni e vedute urbane- spiega Anna Tabbia, curatrice della mostra- Sono poi andate alla ricerca altri artisti che si fossero occupati di questo tema arrivando così ad incontrarsi con la castellamontese Sandra Baruzzi. E’ nata una stretta collaborazione che poi si è estesa ad altri artisti: Hudesa Kaganow, giunta da Roma, e Guglielmo Marthyn che ha aggiunto al tema dell’urbano quello del naturale e dell’extraurbano. Chi vorrà visitare questa mostra vedrà delle tele in cui l’elemento urbano è colto soprattutto tramite la geometria, l’ordine e i colori; potrà osservare degli acquerelli e noterà una forte corrispondenza tra gli oggetti delle tele e le ceramiche presenti.”

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“Con Mariangela Redolfini ed Elena Piacentini abbiamo deciso di portare questa mostra, già presentata a Saluzzo, anche a Castellamonte- illustra l’artista Sandra Baruzzi- L’amministrazione ha accolto con favore questa proposta e nell’ambito del “Cantiere delle Arti” ci ha ospitato in questi spazi. A Castellamonte era tuttavia inevitabile allargare ed invitare anche un altro esponente dell’arte ceramica, eccellenza locale. Il filo conduttore della mostra sono le architetture urbane ed extraurbane, quest’ultime ben rappresentate dalle opere di Marthyn. Il connubio ci pare ben riuscito”.

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“Il progetto nasce dall’osservazione del mondo costruito, o meglio ancora dell’ambiente abitato- racconta invece Mariangela Redolfini- Parto da una visione che si concentra sul contenitore sull’edificio. Dato che le nostre città non sono sempre belle e ordinate, eseguo proprio un lavoro di riordino e ripulitura dell’ambiente urbano”. “Lavoro ad acquerello e concentro la mia attenzione sul contenuto, sull’utente che utilizza lo spazio abitato- aggiunge Elena Piacentini- Analizzo le sensazioni più intime delle persone che abitano questi spazi”.

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“In questa mostra presento alcune mie ceramiche- afferma Guglielmo Marthyn- Le mie opere hanno un aspetto visionario che parlano la lingua della fiaba: un mondo ricco di sogni”. “E’ la seconda volta che espongo le mie opere assieme a queste artiste: il mio lavoro si basa sul concetto di antropizzazione, ovvero il rapporto tra l’uomo e il territorio, partendo dalle aree fortemente urbanizzate fino ad arrivare a paesaggi sconfinati dove tuttavia si possono identificare tracce della presenza umana- conclude Hudesa Kaganow- Attraverso l’analisi di questi scorci cerco di classificare i diversi livelli di antropizzazione, portando all’attenzione delle persone gli aspetti e positivi e negativi di questa interazione dell’uomo con l’ambiente circostante. Penso sia necessario diffondere il concetto di antropizzazione specie nella fase attuale caratterizzate da eventi ambientali estremi spesso causati dall’azione dell’uomo stesso”.

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