TORINO – Nella mattinata odierna, lunedì 19 marzo, personale della Digos della Questura di Torino, a seguito di articolate indagine coordinate dalla locale Autorità Giudiziaria, ha eseguito tre misure cautelari (una in carcere, una agli arresti domiciliari e un obbligo di presentazione alla P.G.).

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Le misure sono scattate nei confronti di altrettanti aderenti al centro sociale marxista “Askatasuna” responsabili, in concorso con altri soggetti ancora in corso di individuazione, di resistenza a pubblico ufficiale aggravata (ed uno di loro anche per esplosione di artifici pirotecnici per incutere pubblico timore e suscitare pubblico disordine) in occasione dei gravi episodi di violenza verificatisi a Torino lo scorso 22 febbraio durante una manifestazione di protesta dei locali sodalizi anarco-antagonisti per la presenza del segretario nazionale di CasaPound Simone Di Stefano ad un convegno elettorale organizzato da quel movimento di estrema destra presso l’Hotel NH Ambasciatori di corso Vittorio Emanuele II.

Per approfondire l’accaduto, leggi: TORINO – Guerriglia contro CasaPound: quattro agenti di Polizia feriti (FOTO E VIDEO)

 

In quella circostanza, circa 300 aderenti ai centri sociali “Askatasuna”, “Gabrio” ed al “Collettivo Antifascista San Salvario” nonché ai sodalizi anarco-insurrezionalisti e squatter cittadini, hanno effettuato un corteo nel centro cittadino tentando più volte di sfondare i cordoni delle forze dell’ordine rendendosi responsabili anche di ripetuti lanci di petardi, bombe carta (anche alterate), bottiglie ed altri oggetti contundenti, rendendo necessario il ripetuto utilizzo dell’idrante e di diversi lacrimogeni.

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Quella sera sono rimasti feriti tre operatori del locale Reparto Mobile (di cui uno colpito da una scheggia di legno di 4 cm alla coscia sinistra a seguito dell’esplosione di una bomba carta alterata con altro materiale per amplificarne gli effetti) ed uno del Gabinetto Interregionale della Polizia Scientifica.

 

I provvedimenti cautelari sono stai eseguiti nei confronti di: A.J., di anni 18 (carcere);  R.M.A., nato in Brasile, di anni 23 (arresti domiciliari) e  G.V., di anni 22 (obbligo di presentazione alla P.G.), pluripregiudicata anche per reati commessi in occasione di manifestazioni di piazza (anche in Val Susa).

Nell’abitazione del 18enne sono stati rinvenuti circa 70 petardi di diverse dimensioni mentre nel domicilio della G.V. sono stati rinvenuti circa 800 adesivi con la scritta “qui abita un@ antifascista” (riconducibili al movimento antagonista di Pavia), tutti debitamente sequestrati.

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