TORINO – Un lungo applauso ha accompagnato l’uscita del feretro di Stefania Fiorentino dal sagrato della chiesa del Santo Volto in via Val della Torre a Torino, con sopra un cuscino di girasoli, rose rosse e la maglia numero 10 di Totti donata dalla curva sud. 

Tantissime le persone che hanno assistito alla funzione religiosa officiata da don Mario Giorda che ha ricordato il grande esempio di questa mamma coraggio che ha lottato per sua figlia in grande difficoltà “Oggi non si può più parlare di Stefania senza pensare a Beatrice e tutte le volte che qualcuno si accosterà a Beatrice non potrà non pensare a Stefania, questo è stato il miracolo dell’amore di una mamma verso una figlia in gravi difficoltà e d’ora in poi saranno inseparabili – continua nell’omelia don Giorda – La strada di Stefania non è stata lunga ma è stata molto intensa e malgrado tutto a questa  mamma non è mai mancato  il sorriso. Questo è il messaggio che Stefania ci ha trasmesso tramite un sorriso, la forza di un sorriso che quando non è formale è espressione di amore e chi l’ha conosciuta se n’è accorto. Quanti sorrisi ha acceso, in primis quello della sua piccola Beatrice ed è anche per questo che sarai  indimenticabile, per un semplice sorriso che è stata la tua grande forza, non hai mai ceduto e hai sempre lottato. Il suo sorriso si è spento con la morte e con il suo si sono spenti i nostri. Vogliamo raccogliere questo testimone che è un messaggio di speranza che ci arriva da lei: per vivere bene, basta un sorriso profondo che non sarà mai cancellato dal cuore e dalla vita di nessuno.  Che la sua vita sia esempio per tutti noi”.

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Stefania era diventata un simbolo di tutte le mamme  che hanno dei figli speciali, attraverso la sua associazione “Il Mondo di Bea” realizzata assieme al marito Alessandro Naso, per far sì che si possano ascoltare tutte le famiglie che hanno bambini con malattie sconosciute. Un modo per dare finalmente voce e speranza a tutte le famiglie che si trovano nella loro situazione, farle sentire meno sole con il loro dramma, come nel caso della loro piccola  Beatrice, 7 anni e mezzo, afflitta da una malattia che non ha nemmeno un nome, essendo unica al mondo, e che imprigiona la piccola nel suo stesso corpo come fosse un’armatura, la malattia presenta  estese calcificazioni  peri-articolari  a localizzazione  multipla,  coinvolgenti  prevalentemente  le grosse articolazioni del corpo, le piccole articolazioni delle mani e dei piedi e l’articolazione temporo-mandibolare bilateralmente, che compromette la mobilizzazione attiva  e passiva.

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Bea, attualmente riesce a muovere solo gli occhi e la bocca, quella piccola bocca che canta a memoria tutte le canzoni di Emma, e tra i messaggi di cordoglio in rete, dove si è creato un legame veramente speciale, gente comune, politici, sportivi, gente dello spettacolo, anche la sua cantante preferita, conquistandola con il suo sorriso e diventando amiche inseparabili. Pagina che sarà portata avanti dall’inseparabile sorella Sara che dal 2012 hanno dato vita alla  pagina social per rendere noto il caso della piccola “Credo che un problema sia sempre una buona occasione per imparare qualcosa, e sono convinta oggi più che mai che mia sorella abbia insegnato molto, ad ognuno di noi. Ed è proprio per questo che voglio dirvi che noi non molliamo. Porteremo avanti ogni suo progetto, e non getteremo al vento quello che ha costruito finora. Abbiamo bisogno solo del tempo necessario per ricaricare le pile In uno dei miei libri preferiti, Io uccido di Giorgio Faletti, l’autore scrisse che la morte è purtroppo l’unico vero modo che il destino ha scelto per ricordarci continuamente che esiste la vita. E noi non lo dimentichiamo, e saremo qui, più forti che mai. Vi abbraccio uno ad uno”.

Tra i banchi della chiesa l’assessore al commercio Alberto Sacco, in rappresentanza della città di Torino e la nazionale dell’Amicizia, una Onlus creata da un gruppo di amici che nel febbraio del 2012 ha deciso di trasformare la loro grande amicizia e passione comune, il calcio, in energia purissima per aiutare bambini in difficoltà che vivono in condizioni economiche di estrema povertà, o perché gravemente malati e bisognosi di cure costose.

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Al termine della funzione funebre in molti hanno voluto lasciare un ricordo tra queste Barbara Gariglio la mamma di Stefania “Ciao mia splendida creatura, mai avrei pensato che saresti diventata la guerriera che sei. In questo poco tempo che ci è stato concesso mi hai insegnato ad avere coraggio e ad andare sempre a testa alta ma soprattutto essere una nonna speciale, per una principessa davvero speciale. Ed è per questo che continuerò  a sperare, ridere e piangere insieme a te. Grazie infinitamente, la tua mamy” . Doloroso anche il momento per Sara che affida le sue parole a Sant’Agostino “Questa vita non è stata clemente con te non ti ha regalato nulla ed è buffo pensare quanto hai regalato a noi. Sant’Agostino diceva La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista? E allora Chicca continua a tenermi per mano come facevi quando eri piccola, cosi come a tutti noi che ti amiamo e quando ci ritroveremo sarà come se non ci fossimo mai lasciate”.

Stefania continuerà a vivere attraverso l’amore dei suoi famigliari e amici che ogni giorno si impegneranno a lottare per Bea e per tutti quei  bimbi speciali aiutandola a realizzare il sogno grande di combattere e guarire queste malattie. Arrivederci Stefy.

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