CANAVESE – Verrà discussa giovedì prossimo, in Consiglio Regionale, la problematica relativa alla ripartizione dei costi di gestione del servizio di raccolta rifiuti ai Comuni.

L’interrogazione, a firma Daniela Ruffino, è nata in seguito alla richiesta avanzata da alcuni comuni del bacino 17, di discutere le regole di suddivisione del costo d’appalto, rimasta inevasa nel corso dell’ultima assemblea consortile, e alla successiva lettera del Sindaco Sergio Bartoli.

“Ciò determina una situazione dagli sviluppi imprevedibili – si legge nell’interrogazioni – vi sono sindaci che hanno dichiarato la volontà di recedere dall’appalto per eccessiva onerosità ed altri, come, il Comune di Ozegna, che hanno formalizzato il proprio intendimento di recedere anche dal consorzio.”

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Nella lettera, inviata all’Assessore Regionale all’Ambiente Alberto Valmaggia e al Direttore Roberto Ronco, Sergio Bartoli, sindaco di Ozegna, aveva scritto: “Ammettiamo il fallimento “politico” della manovra poco chiara (come minimo, e volutamente non entriamo nella disamina di altri fattori); azzeriamo tutti gli astrusi conteggi finora proposti, che hanno visto esclusivamente l’immotivata penalizzazione, a servizi invariati, dei Comuni più piccoli e senza alcuna voce in capitolo nell’Assemblea del C.C.A., vittime sacrificali dell’influenza dei Comuni-soci dominanti; ritorniamo, pertanto, per tutti i Comuni, anche per l’anno 2017, ai valori dei piani finanziari del 2016. Una volta preso atto di questo, siamo disponibili, fin da subito, ad aprire una seria discussione, anche attraverso la costituzione di un tavolo che sia veramente “tecnico” (cioè costituito dai funzionari – segretari, contabili e tecnici dei Comuni) e non politico spacciato per tecnico, che rischia di fare solo l’interesse di qualche parte e non di tutti, per porre le basi per la redazione dei piani finanziari per l’anno 2018. In mancanza, a tutela degli interessi dei propri amministrati, i sottoscritti si vedranno costretti a porre in essere tutti gli strumenti consentiti dalla legge per porre rimedio alla sopravvenuta eccessiva onerosità.»

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Dichiarando così la volontà di recedere dall’appalto per eccessiva onerosità e alcuni, come appunto il Comune di Ozegna, hanno formalizzato l’intenzione di recedere anche dal consorzio richiamando il decreto legislativo che prescrive che tra gli enti locali non possa essere costituito più di un consorzio.

“Tutti i nostri Comuni – afferma Bartoli – già fanno parte di un consorzio per i servizi socio-assistenziali e l’appartenenza al C.C.A., benché definita “obbligatoria” per volontà della Regione, non tiene conto del divieto del TUEL “

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