giovedì 15 Aprile 2021

CASTELLAMONTE – Blitz dei Carabinieri del Noe a Vespia

Mazza: "Andiamo al ministero dell'Ambiente e chiediamo che vengano loro a chiudere definitivamente la discarica e gestire il post mortem"

 

CASTELLAMONTE – Dopo l’allarme scattato domenica pomeriggio alla discarica di Vespia, i Carabinieri del Nucleo operativo ecologico, hanno effettuato ieri mattina un blitz.

Già nei precedenti controlli effettuati dal Noe e dall’Arpa, lo scorso novembre, era stato intimato ad Agrigarden, l’azienda che gestisce la discarica di ottemperare ad una serie di interventi per evitare la fuoriuscita del percolato, sospendendo il conferimento per trenta giorni. Richieste che sono state disattese.

La discarica di Vespia rappresenta un grosso problema ambientale. Una bomba ecologica che potrebbe esplodere da un momento all’altro, coinvolgendo non solo Castellamonte, ma buona parte del territorio canavesano.
«È evidente il disastro ambientale che impera in quei luoghi e che inevitabilmente si estende a macchia d’olio su tutte le zone limitrofe. – Commenta il consigliere di opposizione Pasquale Mazza – Le problematiche riscontrate sono di diversa natura: i rifiuti abbandonati lungo i bordi della discarica. Una vergogna che si commenta da sola, ma l’amministrazione comunale dov’è? Basterebbe veramente poco per risolvere almeno questo problema. E poi gli evidenti smottamenti lungo le pendici di questa nuova montagna e il percolato che da più parti fuoriesce.»
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«Ritengo, – prosegue Mazza – che da tempo serva un intervento esterno e qualificato per risolvere la questione definitivamente cioè chiudere subito la discarica. Quindi, senza fughe in avanti (non serve mettere bandierine, non servono ai fini della salute dei cittadini), andiamo al ministero dell’Ambiente e chiediamo che vengano loro a chiudere definitivamente la discarica e gestire il post mortem senza più assistere allo scempio attuale. Aggiungerei che non è possibile che un’amministrazione che ha una discarica sul suo territorio prima ha tolto l’incarico al geologo e poi non ha mai incaricato nessuno per controllare cosa capitava…questo è il risultato.»

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Ma il post mortem ha un costo non indifferente. Denaro che Asa non aveva accantonato e che, al momento, a parte le considerazioni imprenditoriali di cosa convenga o meno (ndr.pare che invece di chiuderla l’azienda abbia intenzione di ampliarla), neache Agrigarden ha.

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