lunedì 3 Ottobre 2022

redazione@obiettivonews.it - 342.8644960

spot_img

Direttore Responsabile: Magda Bersini

TORINO – Imprenditori evadono il fisco e smaltiscono illecitamente rifiuti tossici

La donna era riuscita anche a prendere la disoccupazione, che, ovviamente, non le spettava

TORINO – La Guardia di Finanza di Torino ha scoperto una coppia di Beinasco, comune della prima cintura di Torino, che gestiva due carrozzerie senza presentare la dichiarazione dei redditi.

La donna, ha anche percepito indebitamente migliaia di euro di indennità di disoccupazione, contributo che spetta ai lavoratori dipendenti che si trovano in difficoltà economica perché hanno perduto involontariamente l’occupazione. Di certo non spetta a chi, come in questo caso, è un imprenditore più che benestante.

Infatti, le indagini dei Finanzieri del Gruppo Orbassano hanno appurato come i due coniugi quasi cinquantenni, abbiano omesso di dichiarare complessivamente ricavi per oltre 3 milioni di euro ed evaso circa 360.000 euro di IVA. Che l’attività aziendale fosse molto remunerativa è chiaramente dimostrato anche dagli accertamenti bancari svolti dai Finanzieri, che hanno evidenziato versamenti in contanti per oltre 125.000 euro. Movimentazioni finanziarie queste, sicuramente irregolari in quanto superiori alle soglie consentite dalla norma che regola la tracciabilità dei pagamenti in contanti.
[su_slider source=”media: 99248″ limit=”100″ width=”1600″ height=”220″ title=”no” pages=”no” autoplay=”3000″]

I due imprenditori non si limitavano a non rispettare le norme tributarie ma è stato accertato anche l’irregolare smaltimento dei rifiuti aziendali, molti anche tossici (batterie, vernici per carrozzerie, olii esausti per motori) che verosimilmente non sono stati concentrati presso idonei centri di smaltimento.

[su_slider source=”media: 99550″ limit=”100″ width=”1600″ height=”220″ title=”no” pages=”no” autoplay=”3000″]

Non è stato possibile individuare la destinazione finale dei rifiuti in assenza della documentazione obbligatoria per la gestione dei rifiuti derivanti dall’attività svolta. I due coniugi, oltre a dover pagare le imposte evase (a cui ovviamente vanno aggiunte sanzioni e interessi), una multa di oltre 40.000 euro per le violazioni alla normativa antiriciclaggio ed a quella sulla tutela dell’ambiente, ora, rischiano fino a quattro anni di carcere.

[su_slider source=”media: 100996,100993,100995″ limit=”100″ width=”1600″ height=”220″ title=”no” pages=”no” autoplay=”3000″]

La tutela delle risorse dello Stato e degli Enti Locali nonché il contrasto alle frodi alla pubblica amministrazione, sono compiti prioritari per la Guardia di Finanza che ricorda come l’evasione fiscale danneggia tutti i cittadini e fa aumentare i costi dei servizi pubblici

LEGGI LE ALTRE NOTIZIE DI:
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
spot_img