mercoledì 3 Marzo 2021

CASTELLAMONTE – La Lega Nord sulla situazione della discarica di Vespia

CASTELLAMONTE – La Lega Nord interviene in merito alle recenti notizie sulla chiusura della discarica di Vespia.

“Si impone una seria riflessione sulla necessità di gestire correttamente il “post-mortem” delle discariche, evitando il discutibile balletto di chiusure e riaperture provvisorie – commenta – E’ chiaro che la mancanza di chiarezza e la provvisorietà delle decisioni non fanno altro che alimentare dubbi e perplessità tra la popolazione. Il problema del cosiddetto percolato è quello di più immediata percezione, ma è chiaro che le necessità di salvaguardia dell’ambiente e di riqualificazione dei siti sono decisamente più complessi e andrebbero affrontati già durante il periodo di utilizzo delle discariche. A ciò si deve aggiungere l’importanza dell’accantonamento delle risorse economiche necessarie per affrontare correttamente le varie fasi di vita della discarica”.

Ma la questione è più ampia ancora. “E’ l’intera politica adottata in materia di rifiuti dall’attuale Città metropolitana, e prima dalla Provincia, che si è rivelata insufficiente e che abbisogna di una serie di correttivi – aggiunge – La tecnologia degli impianti in uso è spesso obsoleta e li rende inadeguati rispetto al piano dei fabbisogni del territorio di Torino e Provincia. Nel recente passato si sono spesso verificate situazioni in cui gli impianti esistenti non sono stati in grado di smaltire tutti i rifiuti prodotti, con la conseguenza che si è dovuto spendere denaro pubblico per trasferire le eccedenze in impianti di smaltimento ubicati fuori regione. Questa situazione, oltre ad essere in contrasto con l’esigenza di smaltire i rifiuti nell’ambito del territorio da cui essi provengono, denota l’insufficienza del sistema metropolitano. Oggi le tecnologie da tempo già adottate in altre realtà nazionali ed internazionali permettono infatti di trasformare i rifiuti in energia pulita ed a costi decisamente contenuti. Finchè non si cambia impostazione e non si comprende che il rifiuto non è l’ultimo anello di una catena produttiva, ma in realtà è il primo di una nuova attività produttiva, sarà molto difficile adottare le giuste politiche necessarie per la corretta tutela dell’ambiente e per trasformare i nostri rifiuti in una risorsa.

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