domenica 9 Maggio 2021

CANAVESE – OPERAZIONE WHITE BREAD: TRE ARRESTI (FOTO E VIDEO)

CANAVESE – Ancora in corso le perquisizioni in seguito all’operazione denominata White Bread.

I Carabinieri della Compagnia di Ivrea, in collaborazione con i militari territorialmente competenti, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre persone responsabili di detenzione e spaccio di cocaina: Giuseppe Cocco, 63 anni, disoccupato di Rivarolo Canavese; Nunzio Ficarra, 48 anni, residente a Castellamonte, panettiere, e Rachid El Habi 37 anni, residente a Torino, titolare di un kebab. Denunciato in flagranza di reato per detenzione ai fini di spaccio, M.L., 52 anni di Castelnuovo Nigra, trovato in possesso di una piantagione di marijuana con oltre duecento piante, e L.D. 29 anni, d Busano, trovato in possesso di 16 dosi di cocaina.
Identificati 35 clienti, di età compresa tra i 28 e i 52 anni, di varie estrazioni sociali.
L’operazione è arrivata a buon esito grazie alla collaborazione con la Procura di Ivrea e alla sinergia tra le varie forze impiegate: circa una cinquantina di Carabinieri della Compagnia dei Carabinieri, affiancati da alcune pattuglie di Borgo Dora, dal primo Elicottero e dal Nucleo cinofilo di Volpiano.

Le attività di indagine condotte dai Carabinieri, sotto la direzione e il coordinamento della Procura di Ivrea, hanno permesso di smantellare un gruppo criminale che deteneva il monopolio dello spaccio di cocaina in 23 comuni dell’Eporediese (Ivrea, Rivarolo Canavese, Agliè, Strambino, Ozegna, Castellamonte, Bairo, San Giusto Canavese, San Giorgio Canavese, Cuorgnè, Strambinello, Favria, Baldissero Canavese, Feletto, Salassa, Lusigliè, Bosconero, Montalenghe, Parella, Valperga, Colleretto Giacosa, Burolo e Ciconio).
L’attività di indagine è partita nel novembre del 2014 e si é conclusa ad aprile 2015. La banda utilizzava cellulari intestati ad utenti fittizi, e la frase utilizzata per concordare le vendite era “Vediamoci per un caffè o per un aperitivo”.

Le indagini hanno dimostrato l’esistenza di un ingente traffico di cocaina, condotta in particolar modo da Cocco, che quotidianamente, a volte affiancato da altri soggetti, effettuava molteplici cessioni di stupefacenti, per un giro di affari di circa 150 dosi a settimana (talvolta 15 dosi in una sola ora), per un introito settimanale di circa 12.000 euro. Gli oltre 400 incontri monitorati con i vari acquirenti, tutti di età compresa tra i 28 e i 52 anni, avvenivano in zone poco trafficate, di volta in volta concordati oppure nei pressi di tre bar: uno sito ad Ozegna, uno ad Ivrea ed uno a Rivarolo. Gli incontri venivano concordati telefonicamente, motivo per il quale Cocco utilizzava una utenza telefonica ad hoc. Dalle attività tecniche è emerso che il Cocco portava e custodiva lo stupefacente a bordo della sua autovettura.


Quest’ultimo, a sua volta, acquistava la cocaina da Ficarra (Il quale utilizzava una utenza telefonica intestata fittiziamente ad una persona inesistente) al prezzo di 50 euro al grammo.
Gli indagati, temendo di essere intercettati al telefono, sia fra di loro che con i rispettivi acquirenti, non usavano mai il termine cocaina e non facevano mai espresso riferimento alla cessione della sostanza stupefacente ma adottavano un linguaggio convenzionale, utilizzando ad esempio riferimenti ad incontri per un caffè piuttosto che per un aperitivo per concordare in realtà gli incontri finalizzati alla cessione.

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