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lunedì 20 Settembre 2021
lunedì, Settembre 20, 2021

RIVAROLO CANAVESE – In pieno sviluppo il progetto sociale sugli “orti comunali”

RIVAROLO CANAVESE – Attivata la seconda fase del progetto “Formare per seminare e raccogliere”, promosso dal Comune di Rivarolo Canavese, in collaborazione con il Ciss 38, la Caritas, Azione Cattolica, Sovvenire, Cascina Torrione, Coldiretti, Buon Samaritano e Cavoli Nostri.

Il percorso, iniziato lo scorso anno e rivolto a persone con problemi di disagio o necessità di recupero, è partito con un corso su come si lavora l’orto. Il Comune ha messo a disposzione gli orti comunali ad un gruppo di persone individuate da Caritas e Ciss38. Inizialmente erano una quarantina. Strada facendo, attraverso un meccanismo di “selezione naturale” (hanno abbandonato), sono rimaste in quindici: metà italiane e metà marocchine.

Un progetto che, malgrado la presenza del cattolicesimo tra i promotori, non fa distinzioni di religione. Non si tratta dell’appezzamento di terreno dato ad una sola persona, ma ad un gruppo di lavoro che vi opera in forma solidale. I terreni sono stati dati in comodato d’uso dal Comune.

«È una chance per fronteggiare le nuove povertà. – Ha affermato il Vice Sindaco con deleghe all’Agricoltura e alle Politiche Sociali, Edoardo Gaetano – Il percorso, dapprima teorico, è diventato concreto con la messa a disposizione dei terreni, con la convinzione che orti sociali dati singolarmente non portano a nulla. Un privato ha anche offerto la disponibilità di un frutteto con 85 piante, e vorremmo provare ad inserirlo. L’obiettivo dell’intero progetto è arrivare a fornire a coloro che hanno aderito, un’attestazione di competenza.»

«Da sottolineare – ha aggiunto Carla Boggio, Presidente Ciss 38 – oltre al fattore lavoro, l’aspetto terapeutico, per chi piace, del coltivare la terra.»

Il Comune sta lavorando a questo progetto per poter arrivare anche alla creazione, in piazza Litisetto, di un mercatino a Km0. Per poterlo realizzare gli orti dovranno avere una super produzione, e si dovrà cercare un soggetto legittimato a vendere i prodotti. Arrivare alla creazione di una vera e propria Cooperativa Agricola, anche sull’esempio della Cooperativa Cavoli Nostri di Feletto, che da quest’anno si è unita al progetto sociale rivarolese.

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