sabato 8 Maggio 2021

MUSICA – Eros & Thanatos: il “movie rock” dei Syndone con Steve Hackett e Ray Thomas

MUSICA – L’idea tematica di questo nuovo album trae spunto dalla lettura appassionata del Cantico dei Cantici (ebraico shir hasshirìm), libro contenuto nella bibbia ebraica (tanakh) e cristiana, sposando l’interpretazione di Guido Ceronetti.

I concetti di Amore puro, di desiderio (qinah), e di morte generano il primo nucleo tematico della stesura delle liriche e vengono distribuiti, riprendendo formule e termini propri della scrittura, tra le prime 6 tracce dell’album. In base ad alcuni riferimenti interni al testo, a ritualità di cerimonie nuziali dell’antica Siria, il tema dell’Amore viene declinato nelle successive tracce attraverso riferimenti alla poesia siriana di autori quali Faraj Barjakdar e Mahmud Darwish.

Da qui nascono testi di speranza e libertà, provenienti dalla lettura di opere dei due autori sopracitati legate ai drammi del carcere e della sofferenza di un popolo schiacciato dalla violenza del potere. Malgrado tutti questi importanti riferimenti l’album riesce ad essere libero da ideologie, da riferimenti e pregiudizi politici e si prefigge il solo e semplice scopo di celebrare l’assoluta Bellezza e l’invincibile potere dell’Amore (tra un uomo e una donna, tra i popoli), senza scalfire o entrare nel merito di visioni religiose. I due brani che si vorrebbero proporre per la collaborazione artistica e musicale sono la traccia n6 e n7 del disco (vengono indicati con il numero progressivo perché i relativi titoli verranno scelti a fine lavoro)

La traccia numero 6 è un insieme di espressioni dell’VIII capitolo del Cantico, culmine delle lodi tra i due amanti, che contiene una tra le frasi più significative del libro: “L’amore è duro come la morte”. E’ quindi una celebrazione del massimo sentimento che lega due persone tra loro e di quello che lega noi tutti alla vita. La traccia numero 7 invece nasce dalla lettura di alcune poesie di Faraj Bayraqdar, scritte dall’autore durante il suo periodo di prigionia in Siria. E’ dunque una rilettura e rielaborazione d’immagini legate alla speranza di una futura libertà, libertà che nel testo gioca a prendere le sembianze e la voce di una donna, che fuori dalle mura di una prigione attende e da la forza per sopportare un’ingiusta pena.

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