BORGARO – Arriva anche nel Consiglio comunale di Borgaro, così come è arrivato in quelle assemblee che vedono la presenza del Movimento Cinque Stelle, la mozione incentrata sulla Smat, e la sua intenzione di emettere delle obbligazioni per finanziare le grandi opere previste nel piano degli investimenti.BORGARO - cinque stelle aggiornati col consigliere nuovo (Rid)

Una scelta che non convince il Movimento e che, con la mozione, propone al sindaco e alla Giunta non solo di respingere la delibera autorizzativa di Smat, rispettando l’esito del referendum del 2011, ma anche a dare parere negativo sulla delibera nel corso della relativa assemblea straordinaria. Con una seconda mozione, il Movimento impegna l’Amministrazione ad installare nelle strade, nei parchi e nei luoghi di alta aggregazione sociale dei raccoglitori per i mozziconi delle sigarette, in modo da agevolare i cittadini all’osservanza dei nuovi obblighi di legge.

I due consiglieri pentastellati Cinzia Tortola e Alessandro Carozza, nei giorni scorsi hanno anche effettuato un sopralluogo nella scuola materna “Peloso”, in via Garibaldi. «Ricordiamo che questo plesso scolastico è stato costruito circa 4 anni fa nell’area “Macchiorlatti”, area che ad oggi non risulta ancora completamente bonificata nella sua totale estensione – commentano –Noi non siamo tecnici della sicurezza ed è vero che, per fortuna, gli incendi nelle scuole non sono frequenti ma non ci sono sfuggite alcune problematiche. In primo luogo sul tema della sicurezza la cartellonistica di evacuazione è fatta stile “conduzione famigliare”, le stampe sono in formato A4, di difficile lettura, appese al muro con nastro adesivo dentro una plastichina sgualcita. Mancano, inoltre, indicazioni a terra che segnalino la via di uscita e il punto di raccolta è a sorpresa…nel senso che non esiste nulla che indichi dove si trovi, così come non abbiamo trovato traccia del pulsante di attivazione ed allarme in caso d’incendio. L’impianto elettrico è stupefacente: in tutte le aule sono posizionate prese elettriche industriali inutilizzabili, che costringono le maestre ad aggiustarsi con degli adattori. Inoltre le prese sono ad una altezza raggiungibile dai bambini, comprese quelle vicino alla LIM: forse gli elettricisti non avevano delle scale e le prese a norma erano finite? E come è possibile immaginare che in una scuola materna le aule siano tutte dotate di prese industriali che oltretutto costano molto di più delle normali prese? Nella zona mensa scopriamo che all’ingresso è presente un lavabo di cui non si sa l’utilizzo. Tavole e sedie rotte sono state riparate con abbondanti giri di nastro adesivo, un lavandino da bagno compare in modo anacronistico nella sala definita “deposito pasti” dove si trova anche il lavastoviglie, locale che non risulta separato dalla sala mensa e in cui sono posizionati a muro, sempre altezza bambino, degli erogatori di detersivo disinfettante. Nella zona dove il personale si spoglia ci sono scatoloni accatastati uno sull’altro per terra ( ma non è vietato? ) per mancanza di armadi, nonostante la dirigente ne abbia fatto richiesta da circa tre anni. E se un bambino ha bisogno di essere lavato? Nella sala igienica non esiste un vano doccia ma solo uno scarico tappato alla ”meno peggio”.

Eppure lo spazio ci sarebbe per posizionare un vano doccia per sciacquare i bambini che si sono sporcati. Per cui, in caso di bisogno, le maestre devono portare il bimbo nel bagno del personale di servizio in un angusto locale di due metri per uno, senza nessun tipo di piano di appoggio. Anche la dotazione del bagno dei diversamente abili non ci sembra completa: manca una vaschetta con doccetta e maniglione per il lavaggio dei bambini. Nella sala gioco il pavimento si sta rigonfiando e nella “sala nanna” alcuni genitori ci hanno segnalato la presenza di muffa sui muri (noi non abbiamo potuto verificare visto che i bambini riposavano) nonché il problema delle elevate temperature in questa sala nei mesi estivi. La causa presunta? L’oscuramento è fatto con tende (non si sa se sono a norma) incollate con il velcro alla finestra, per cui non è possibile areare la stanza perché se no ne va a discapito l’oscuramento. Un colpo di genio vero? Per completare il quadro, all’ingresso della scuola, di fianco agli armadietti dei bambini, giace per terra un gioco per esterno di plastica, ancora sporco di fango e terra ma inspiegabilmente ricoperto da lenzuola immacolate. Ma perché è li? All’esterno prendiamo atto del fatto che il progettista ha pensato ad una tettoia che non copre in modo adeguato, per cui in caso di pioggia non esiste un riparo e anche i muri esterni risultano in più parti sfogliati. Sempre sentendo la voce di alcuni genitori, ci risulta che d’inverno, con le basse temperature, ci potrebbe essere il rischio di caduta di pezzi di ghiaccio dalla struttura metallica del sottotetto. E il giardino? Dovrebbe essere il fiore all’occhiello di una scuola, invece qui non esiste un cespuglio, un albero, un rametto… niente. Pare che non sia possibile impiantare nulla. Forse sono le conseguenze dell’area bonificata ? I tombini sono a spigolo vivo, la terra cede e forse protesta perché qui c’è qualcosa di strano. Ed infine come mai da tempo il cancello elettrico è chiuso manualmente con una catena? E se devono entrare mezzi di soccorso, tipo le ambulanze? Tante, troppe domande a cui qualcuno dovrà rispondere. Intanto siamo in attesa di alcune risposte e proseguiremo queste ispezioni in tutti gli istituti di Borgaro. Abbiamo infatti già inviato formale richiesta all’Amministrazione di avere copia delle documentazioni inerenti alle certificazioni di agibilità rispetto alle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità, risparmio energetico valutati secondo quanto dispone la normativa vigente».

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