CANAVESE – Si chiama “Club della riserva della Vauda” la nuova associazione nata sul territorio, e in particolare sui territori dei Comuni che costituiscono la riserva, vale a dire Lombardore, Rivarossa, Front, San Carlo, Nole, Vauda e San Francesco, e in qualche modo rappresenta il presidio locale di un sodalizio, “Gli amici della terra”, di carattere nazionale, con diversi club diffusi in tutti gli angoli d’Italia.Club della riserva della Vauda

La presentazione ufficiale dell’associazione (che vede come presidente Franca Gea, come vice Ezio Lorenzetti, e vanta nel consiglio direttivo Danilo Severini, Gianluca Vallero, Giuseppe Crova, Benedetto Di Mauro e Pierfelice Ronco) si è tenuta venerdì scorso, nella sala consigliare di Rivarossa.

«Siamo convinti che oggi più che mai, ci si debba impegnare sul territorio per obiettivi condivisi ed importanti; ossia per la soluzione di problemi e per lo sviluppo delle Comunità. Riteniamo che molti degli aspetti della politica, siano superati. Lo stesso ambientalismo è da considerarsi superato e comunque riduttivo per le istanze territoriali – ha spiegato Lorenzetti – La politica del territorio, si può svolgere in modo apartitico, il che non significa rifiutare i partiti, e va sviluppata per ogni obiettivo che si vuole perseguire».

Il nome che il Club si è scelto la dice lunga su quanto intende fare: guardare con un occhio particolare alla Riserva, al suo ambiente e alle sue caratteristiche.

«Quanto è stato fatto sino ad oggi, anche se la generalizzazione è sbagliata, non ha tenuto conto degli interessi legati al rispetto del suolo, dell’ambiente, dell’agricoltura e dello stesso uomo – ha aggiunto – basti pensare allo sviluppo delle città che porta con sé degrado e quartieri ghetto. Anche lo sviluppo dei piccoli Comuni, ha lasciato più spazio per la riscossione di prebende piuttosto che alla razionalizzazione ed alla salvaguardia. Tutto ciò ha reso ogni decisione lontana dai Cittadini e dalle loro Comunità. Il luogo dove si vive, è il luogo dove l’uomo socializza, esprime se stesso, alleva i suoi figli, in una parola è dove si sviluppano le proprie radici, legate ad una appartenenza che oggi pare sempre più distante e quasi irraggiungibile. Ecco che il ritorno al territorio, rappresenta una necessità per riappropriarci consapevolmente delle nostre aspirazioni, per elaborare prospettive, un luogo legato ad uno sviluppo che abbia una precisa connotazione ed identificazione. Essere partecipi non solo nella formulazione ma anche nella gestione del progetto. Ecco quindi, la necessità per il Movimento Spontaneo Canavesano, di evolversi con l’aiuto di un’Associazione operante a livello nazionale e riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente. Associazione con la quale condividiamo molto, se non tutto, sui contenuti che sono di tutela ambientale e non di ambientalismo. Per ciò abbiamo aderito agli Amici della Terra Italia, creando il Club Amici della Riserva della Vauda. Il Movimento resta quello che è, però con una maggiore struttura organizzativa che oltre all’appoggio nazionale, potrà contare su azioni più incisive per il territorio come rapportarsi con maggior forza alle Istituzioni facendo sì che si ricerchi uno sviluppo sostenibile coordinandoci con le Amministrazioni, presentando le potenzialità ambientali, culturali, sociali ed economiche per favorirne uno sviluppo non distruttivo anzi che ne esalti tutte le componenti. Il Comune che è l’Istituzione più vicina ai Cittadini deve essere il luogo dove il confronto politico non più delegato e distante, ma gestito dalla Comunità, diviene garante dello sviluppo territoriale. A tal proposito, vanno i nostri ringraziamenti all’Amministrazione di Rivarossa che proprio nell’ottica descritta, ci supporta e ci ospita. Abbiamo una pagina Fb per raggiungere anche quelle persone che non seguono i notiziari locali, questo mezzo però, non sostituirà mai l’incontro fisico tra quanti vorranno portare avanti progetti, esporre le proprie idee, dare una mano sul territorio, perché è bene guardarsi negli occhi. Da parte nostra, siamo impegnati per perseguire quanto abbiamo esposto e siamo disponibili, magari di persona, per qualsiasi approfondimento».

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