CIRIÈ – Il 2015 si è concluso da poco ed è tempo di bilanci per il NAAA, l’ente che dal 1993 si occupa di adozione cooperazione internazionale.

Un anno positivo. Lo dicono i numeri: sono stati centotredici i bambini adottati nel corso del Lo-staff-NAAA-con-i-referenti-in-Peru,-Polonia-e-Vietnam2015: un dato in aumento rispetto all’anno precedente (dodici mesi prima erano stati 101), con una crescita pari all’11 per cento. Dal 2002 ad oggi il NAAA ha sempre accolto oltre un centinaio di bambini ogni anno. “Il fatto che enti strutturati, trasparenti e con sedi presenti capillarmente su tutto il territorio nazionale non abbiano avuto problemi – evidenzia la presidente Maria Teresa Maccanti – è un elemento che fa riflettere. È quello che vado affermando da tempo. Praticamente da quattordici anni superiamo i cento ingressi e il 2015 si è concluso meglio dell’anno precedente: 113 bambini ora hanno finalmente una famiglia. È evidente che un calo delle adozioni persiste da alcuni anni e lo rileviamo dalle dichiarazioni degli altri enti, ma per il NAAA non è così evidente. Anche il numero dei mandati, infatti, è aumentato rispetto al passato”. Venendo al dettaglio dei Paesi in cui opera il NAAA, esattamente come negli ultimi due anni, il primato del 2015 spetta alla Federazione Russa con 28 bambini, di cui 21 maschi e 7 femmine, mentre al secondo posto c’è la Polonia con 25 minori, tra cui 13 maschi e 12 femmine. Al terzo posto troviamo la Cina con 18 bambini, tra cui 10 maschi e 8 femmine. Segue il Vietnam con 15 minori, tra cui 8 maschi e 7 femmine. Subito dopo c’è il Cile con 11 bambini tra cui 3 maschi e 8 femmine, poi la Bulgaria con 5 minori tra cui 2 maschi e 3 femmine. Troviamo ancora il Perù con 4 bambini, ovvero 3 maschi e 1 femmina. Dalla Repubblica Dominicana sono arrivati 3 minori, tutti e tre maschi, ed anche dall’Ucraina sono stati accolti 3 bambini, tutte e tre femmine. Chiude infine l’Honduras con 1 minore, maschio.

“Per noi non esiste un Paese più importante degli altri – ci tiene a precisare la presidente – e ciò offre maggiore stabilità e maggiori garanzie alle coppie, soprattutto nel caso in cui un determinato Paese possa bloccarsi. Grazie a questa flessibilità i futuri genitori hanno così la possibilità di scegliere una nuova destinazione”. Negli ultimi anni il NAAA ha aumentato la propria presenza su tutto il territorio nazionale e oggi conta 13 tra sedi e punti informativi: Ciriè (Piemonte), Arconate (Lombardia), Trento (Trentino Alto Adige), Castelnuovo Magra (Liguria), Modena (Emilia Romagna), Urbino (Marche), Roma (Lazio), Napoli (Campania), Matera (Basilicata), Bari e San Giorgio Jonico (Puglia), Palermo (Sicilia) e Samugheo (Sardegna). Le sfide, anche per il prossimo futuro, non mancano.

Entro la primavera, ci sarà il trasferimento della sede centrale da quella attuale di via San Maurizio 6, a Ciriè, gli uffici si sposteranno a Nole: il NAAA, fondato più di vent’anni fa da Maria Teresa Maccanti e dal marito Ferruccio De Bastiani, che hanno adottato due bambini – oggi ragazzi – in Perù, Marco e Serena, si sposterà al quarto piano del palazzo ex Erber, in via Devesi.

“In questo 2016 – conclude la Maccanti – saremo sempre più vicino alle coppie grazie anche ai nuovi strumenti informatici. Negli ultimi mesi dell’anno appena trascorso, infatti, abbiamo deciso di rinnovare la formazione di primo livello, durante la quale sono previsti tre incontri, tra cui due on-line. Tra questi c’è il seminario con il medico sugli “special needs”, ovvero i bisogni speciali dei bambini, che è flessibile ed a cui si può partecipare anche prima del conferimento dell’incarico, indipendentemente dall’ente a cui ci si affiderà per il proprio percorso adottivo. Il secondo incontro on-line è quello dei moduli A e B, dove lo psicologo affronta insieme ai futuri genitori i possibili vissuti dei bambini che arrivano dall’adozione. È la coppia a decidere quando partecipare ai due appuntamenti on-line, iscrivendosi attraverso il nostro sito internet: un ulteriore elemento che evidenzia come il NAAA sia attento alle esigenze ed ai bisogni delle famiglie e, soprattutto, dei bambini”.

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