INGRIA – Quest’anno a Ingria non si è tenuta una semplice Castagnata, bensì un evento che ha coinvolto tutto il Comune, che ha acquisito di fatto la nuova denominazione di tipicità territoriale, in questo caso di “Città del Castagno”.

La “Sagra della Castagna” dello scorso 25 ottobre è stata infatti il risultato di uno studio effettuato dalla stessa Amministrazione Comunale, che, iniziata tramite il contatto con l’Associazione ingria-pro-loco-sindaco-e-consigliereNazionale Città del Castagno (www.cittadelcastagno.it), è terminata con l’iscrizione alla stessa e la relativa posa dei nuovi cartelli stradali che legano il nome del Comune al prezioso frutto autunnale.
“L’adesione all’Associazione non è stata solo un semplice pagamento di una quota annuale associativa – spiega il Cons. Comunale Andrea Cane – ma il frutto di una ricerca che è partita circa un anno fa da “Res Tipica” (www.restipica.net), associazione nata per la promozione e la valorizzazione del patrimonio enogastronomico, ambientale, culturale e turistico dei Comuni aderenti alle varie associazioni di identità sparse sulla nostra penisola. Uno studio denominato “Il valore delle tipicità locali” del 2006, aveva già focalizzato l’attenzione sull’efficacia della valorizzazione dei marchi dei prodotti tipici dei Comuni: di pari passo con l’importanza della comunicazione, a Ingria abbiamo ragionato sul fatto di come la diffusione dei prodotti tipici ricopra oggi un ruolo centrale riguardo non solo la vendita diretta sui territori interessati, ma anche sugli eventi ad essi correlati quali le fiere e le sagre. I sapori e le storie individuali,- prosegue il Consigliere Cane – si inseguono alla ricerca di una genuinità che non è solo qualità dei prodotti, ma anche espressione di una storia collettiva, come quella che ha visto crescere la generazioni passate ingriesi, per le quali la castagna era senza dubbio il più importante frutto di sostentamento che offriva loro la montagna circostante. Una tradizione centenaria che per sopravvivere ha quindi la necessità di essere vissuta e raccontata prima di tutto ai turisti, che assumono quindi un’ importanza e un significato ben più ampio della semplice definizione del tempo libero: turismo, cultura, tradizioni e prodotti locali vengono così a fondersi in un tutt’uno, che grazie ingria-castagnoall’impegno e alla passione degli stessi cittadini ingriesi, fa sì che luoghi come il Nostro, risorgano come un’araba fenice proprio dalle loro ceneri, ovvero dalla terra che per secoli ha sempre continuato a produrre i prodotti tipici degli stessi territori. Valorizzare il frutto della castagna legandolo al nome stesso del Comune, ha rappresentato quindi per noi una sintesi irripetibile dell’identità, della tradizione culturale, del patrimonio naturale e dei saperi di Ingria: riteniamo infatti che ci sia un minimo comune denominatore tra gli antichi borghi, tra i piccoli Comuni di Valle, un concetto, un ideale, un sentimento che nasce dalle macine dei frantoi, dal calore dei forni, dal colore delle foglie degli alberi, dal mistero sacro d’ogni lavoro artigianale. Siamo convinti, conclude, che siano queste le forze supplementari dei residenti, ma prima di tutto degli amministratori votati da quest’ultimi, che facciano la differenza per poter mettere i propri Comuni al riparo da qualsiasi rischio di oblio: in collegamento a ciò, da quest’estate nel percorso turistico degli antichi mestieri di Ingria è stata allestita anche la “Mason dla Grà”, ovvero la rappresentazione dell’antica lavorazione delle castagne all’interno del pesante contenitore scavato nei tronchi di legno, la cosiddetta “Pista”, visibile nel Capoluogo da tutti gli appassionati di questo genere di tradizioni.”

Ecco infine le parole del Sindaco Igor De Santis, che partecipando alla manifestazione ha avuto modo di incontrare un rappresentante dell’Associazione Nazionale Città del Castagno, (Luigi Vezzalini, Responsabile del coordinamento tecnico della stessa) giunto come testimonial per l’occasione da Bologna: “Ritengo che manifestazioni come queste rappresentino esattamente lo spirito con cui si vuole affrontare le nostre nuove sfide: passare dalla storica castagnata alla sagra della castagna non è stato soltanto un ampliamento in termini di manifestazione, ma una vera e propria evoluzione nelle modalità di approccio al turismo e alla valorizzazione delle ricchezze del nostro territorio, tramite l’adesione all’Associazione nazionale città del castagno, di cui Ingria può oggi vantarsi di farne parte. La sinergia con questa associazione è un esempio della direzione in cui si deve guardare, che valorizzi il turismo curandolo nei dettagli ma soprattutto sostenga le basi su cui generare sviluppo enogastronomico ecosostenibile. Ritengo, – conclude De Santis -che il tessuto dei territori montani e dei piccoli comuni, attualmente debba rispondere alle nuove esigenze e richieste del mercato: solo perseguendo queste nuove sfide si riuscirà a garantire un ruolo importante nel panorama regionale e perché no, anche nazionale!”

 

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