ALESSANDRIA – A pochi giorni dal tentato suicidio di un detenuto nel carcere di Alba, un altro ristretto ha tentato di togliersi la vita da un Istituto di pena del Piemonte, anche in questo caso salvato in tempo dal personale della Polizia Penitenziaria. E’ accaduto ieri ad Alessandria e a darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE.

“Sabato pomeriggio verso le ore 15:10 circa, un detenuto appena giunto nel carcere S. Michele di Alessandria proveniente dal penitenziario di Torino, di origine Nordafricana, ha tentato CARCEREil suicidio in cella legando una coperta alle sbarre e avvolgendola al collo. Tempestivo l’intervento di un Agente di Polizia Penitenziaria che gli ha salvato la vita al detenuto”, spiega il Segretario Generale del SAPPE Donato Capece. “Ogni giorno nelle carceri piemontesi un detenuto si lesiona il corpo ingerendo chiodi, pile, lamette, o procurandosi tagli sul corpo. E, ogni settimana, un ristretto del Piemonte tenta il suicidio, salvato in tempo dal tempestivo intervento delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria. Nei dodici mesi del 2014, tanto per dare qualche numero, in Piemonte abbiamo contato 58 tentati suicidi, 423 episodi di autolesionismo, 183 colluttazioni e 31 ferimenti”.

Aggiunge Vicente Santilli, segretario regionale SAPPE del Piemonte: “Vercelli, Asti e Biella sono le tre prigioni con il maggior numero di episodi di autolesionismo quando un detenuto si lesiona il corpo ingerendo chiodi, pile, lamette, o procurandosi tagli sul corpo): 65, 65 e 62. E’ a Torino invece che ci sono stati più tentati suicidi sventati dai poliziotti, 17 seguito dai penitenziari di Ivrea (9), Asti e Biella (6). 43 le colluttazioni a Ivrea, 34 a Vercelli e 25 a Saluzzo. 8 i ferimenti al Lorusso-Cutugno di Torino. La situazione nelle carceri resta insomma sempre allarmante, nonostante in un anno il numero dei detenuti sia calato, in Piemonte,  di oltre cinquecentoventi unità: dai 4.155 del 30 aprile 2014 si è infatti passati agli attuali 3.631”.

“Per fortuna delle Istituzioni, gli uomini della Polizia Penitenziaria svolgono quotidianamente il servizio nelle carceri del Piemonte e dell’intero Paese con professionalità, zelo, abnegazione e soprattutto umanità, pur in un contesto assai complicato per il ripetersi di eventi critici”, conclude il leader nazionale del SAPPE, Capece. “Ma devono assumersi provvedimenti concreti: non si può lasciare solamente al sacrificio e alla professionalità delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria la gestione quotidiana delle costanti criticità delle carceri piemontesi e del Paese tutto”.

 

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