CANAVESE – Sensibilizzare la popolazione sulle patologie della mano e rendere consapevoli cittadini e istituzioni del ruolo degli specialisti chirurghi:

questi gli obiettivi della terza edizione della Giornata Nazionale per la Salute della Mano, promossa dalla SICM – Società Italiana di Chirurgia della Mano, che si svolgerà sabato 16 maggio nelle principali città italiane.Giornata Nazionale della salute della mano (RID)

A questa iniziativa parteciperà anche l’ASL TO4, con il Centro di Alta Specializzazione della Chirurgia della Mano della struttura di Ortopedia e Traumatologia di Ivrea, diretta dal dottor Paolo Ghiggio, che è anche membro del Consiglio nazionale della SICM. Centro – che rientra tra quelli nazionali accreditati e certificati dalla SICM – affidato al dottor Trifilio e in cui operano anche il dottor Pettiti e la dottoressa Mosetto con l’appoggio volontario della dottoressa Nobile. L’attività è svolta in stretta sinergia con la struttura di Recupero e Rieducazione Funzionale dell’Azienda, diretta dal dottor Luciano Cane.

All’Ospedale di Ivrea, dalle 9 alle 13, due specialisti dell’Ambulatorio di Ortopedia e Chirurgia della Mano saranno a disposizione per consulti gratuiti nei quali, oltre a controllare lo stato di salute della mano e dell’arto superiore, suggeriranno approfondimenti diagnostici, terapie fisiche e conservative o trattamenti chirurgici. I referti dovranno poi essere condivisi e valutati con il medico curante che riceverà una relazione della visita svolta.

“Aderiamo, per il terzo anno consecutivo, alla Giornata Nazionale per la Salute della Mano – riferisce il dottor Ghiggio – perché condividiamo l’obiettivo della SICM di sensibilizzare i cittadini sull’importanza di mantenere in salute questo organo fondamentale per l’individuo. Presso il nostro centro trattiamo ogni tipo di patologia inerente alla mano, esclusa la microchirurgia spinta, effettuando circa 900 interventi chirurgici all’anno, e siamo un polo di riferimento per la collagenasi, l’innovativo farmaco per il trattamento della malattia di Dupuytren. In tal senso, contiamo già oltre 40 pazienti curati con successo”.

Le patologie della mano più comuni sono legate agli infortuni sul lavoro, la più grande casistica di incidenti in Italia secondo gli ultimi dati INAIL. Seguono le malformazioni, anche congenite, da trattare nei centri specialistici preposti. Ma vanno ricordate anche le patologie reumatiche, come l’artrite reumatoide, quelle neurologiche, le tetraplegie e le paralisi spastiche, che necessitano di un approccio multidisciplinare, che coinvolga anche il chirurgo della mano.

Un altro esempio di patologia dove il ruolo dello specialista è fondamentale è rappresentato dalla Malattia di Dupuytren, progressivamente invalidante. La malattia, che colpisce soprattutto gli uomini di origine nordeuropea dai 40 ai 60 anni, provoca una flessione progressiva di una o più dita, cui segue l’inevitabile limitazione della completa estensione della mano. Nelle fasi più avanzate, invece, determina una contrattura dell’articolazione che può degenerare nell’immobilità del dito e/o delle dita coinvolte. Fino a poco tempo fa questa malattia era trattata solo chirurgicamente, con un impegno importante e una lunga convalescenza per la persona interessata. Ora, invece, presso i Centri specializzati di Chirurgia della Mano, come quello dell’Ospedale di Ivrea, è utilizzato un trattamento con collagenasi del Clostridium Hystolitico. Mediante un’iniezione di questo farmaco si ottiene una cordotomia percutanea (cioè una distruzione del tessuto patologico) senza ricorrere all’intervento e, quindi, con guarigione più rapida e con metodica non invasiva effettuata in day hospital. L’indicazione, data dal Ministero della Salute, prevede l’uso per un singolo dito per ogni seduta.

Il Centro di Chirurgia della Mano di Ivrea, oltre a partecipare a questa Giornata, continua il progetto triennale, concordato con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, di sensibilizzazione nelle scuole per la prevenzione degli infortuni della mano nel bambino.

L’attenzione verso la prevenzione, la diagnosi e la cura delle mani può permettere una vita migliore, mantenendo l’autonomia di cura della persona, di lavoro, di hobby e rompendo luoghi comuni, purtroppo tanto diffusi, su malformazioni, traumi, paralisi, lesioni, degenerazioni reumatiche, che trovano invece nella chirurgia e nella riabilitazione della mano un’enorme possibilità di miglioramento della funzione e di riduzione dei disturbi e del dolore.

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