CASTELLAMONTE – Riceviamo e pubblichiamo: “Strano destino quello del comune di Castellamonte, storicamente associato alla Ceramica e alla cultura Canavesana ma più recentemente salito alle cronache per i gravi dissesti economici causati dal fallimento dell’ASA.discarica-vespia

Svanita la componente virtuosa che lo collocava tra i comuni di eccellenza del verde Canavese come punto di riferimento dell’artigianato di qualità oggi è noto per ambire a diventare il principale centro di smaltimento rifiuti.

Dov’è la lungimirante politica locale di riqualificazione del terrritorio presentata in sede di propaganda elettorale?

L’Amministrazione sta mostrando scarsa sensibilità nei confronti della riqualificazione del territorio approvando la riapertura della discarica di Vespia e quasi contemporaneamente stanziando dei fondi per costruire un’area per il fitness nella frazione di Sant’Anna, …. rifiuti per qualcuno e sport per altri.

E guai a fomentare le maldicenze relative ad interessi privati degli amministratori: sono malignità prive di ogni fondamento! Anzi, le risorse della vendita del terreno (700€ ?) serviranno per l’acquisto di giochi per la cittadinanza!

Peccato poi accorgersi che questi amministratori negli ultimi dieci anni graveranno sul bilancio per circa 1.000.000,00 di euro.

La nostra preoccupazione è che il Canavese si possa trovare alla mercé di operatori poco affidabili. Si riapre una Discarica qua, si amplia una Discarica là ed anche a Castellamonte, per non farci mancare nulla, si anela alla riapertura della discarica di Vespia come se fosse la panacea di tutti i problemi.

vespia-2La storia della discarica di Vespia, la nostra “piccola terra dei fuochi”, è emblematica della capacità programmatica della nostra classe politica locale degli ultimi 20 anni.

All’epoca ispirata dalla politica di sinistra poi cavalcata da quella di destra, oggi risulta particolarmente appetibile per le Lobbies dei Rifiuti.

Il gruppo di attivisti del Movimento di Castellamonte, avvalendosi del prezioso supporto dei suoi rappresentanti eletti nel territorio (Giorgio Bertola consigliere regionale e Marco Marocco consigliere della Città Metropolitana ex Provincia) hanno fatto presentare interrogazione agli organi preposti ma questo non è stato sufficiente a far desistere le autorità nel proseguire lo scempio ai danni del nostro territorio.

Ma il problema è di tutto il Canavese. Sono coinvolti tutti i 51 comuni dell’ex Consorzio ASA, i cui sindaci oltre a manifestare pubblicamente la propria indignazione sui quotidiani, sarebbe opportuno che agissero nei confronti del Consorzio, della Regione e della Città Metropolitana.

E’ per questi motivi che il gruppo di attivisti del Movimento di Castellamonte ritiene che occorra ricostruire la nostra Comunità andando ad attingere ai valori Olivettiani, ma soprattutto non delegando più ad altri il proprio futuro in quanto consapevoli che in questa politica non vi è alcuna programmazione di riqualificazione del territorio.”

Gruppo MoVimento Cinque Stelle Castellamonte

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