mercoledì 12 Maggio 2021

LAVORO PIEMONTE – SITUAZIONE DIFFICILE

LAVORO PIEMONTE – In Piemonte la situazione del lavoro permane difficile, con molti tavoli di crisi aperti e migliaia di lavoratori coinvolti.

E’ il quadro che emerge dall’audizione dell’assessore al Lavoro della Giunta Chiamparino, Gianna Pentenero, nella Commissione Lavoro del Consiglio Regionale. In estrema sintesi, i principali tavoli aperti sono 18, e i lavoratori coinvolti circa 2.400. “Ci troviamo a operare in un settore della massima complessità – ha detto l’assessore ai consiglieri – e siamo di fronte a un autunno in cui esiste l’amara prospettiva della mobilità per molti lavoratori, visti i nuovi criteri per la concessione della cassa integrazione in deroga”. “L’obiettivo della Regione – ha aggiunto – non è di puntellare le aziende in crisi, ma di accompagnarle per quanto possibile su un percorso di rilancio produttivo e dell’occupazione, affrontando le situazioni caso per caso”. “E per accedere alla cassa in deroga, sino a quando esisterà – ha detto ancora – le aziende dovranno d’ora in poi seguire un doppio canale, accordandosi sia con la Regione che con l’Inps”. Per il presidente della Commissione Lavoro, Domenico Gallo, questa situazione è “preoccupante”. Ma “i numeri – sottolinea – non devono scoraggiare, bensì spronarci a essere ancora più incisivi, concreti e risolutivi, con un intervento che non può limitarsi a meccanismi con finalità assistenziali, che a lungo andare bloccano la crescita”. “Il Piemonte – sostiene Gallo – ha la forza e le capacità per rimboccarsi le maniche e percorrere la difficile strada della crescita”. L’esponente del Pd conclude dicendosi “sicuro che, con l’impegno della Giunta e la presenza costante delle istituzioni, il Piemonte potrà risolvere la maggior parte di queste situazioni in modo positivo”. All’attacco con Forza Italia e Lega l’opposizione di centrodestra. “Il Piemonte in tema di lavoro – afferma l’ex assessore al Lavoro della Giunta Cota Claudia Porchietto (Fi) – è tornato indietro di quattro anni. Con la Giunta Chiamparino siamo all’immobilismo da notaio che si limita ad attestare il decesso delle aziende. Per noi non c’erano aziende già chiuse in partenza e fino all’ultimo si battagliava”. E per la capogruppo leghista Gianna Gancia, “l’assessore si è limitata all’elenco della spesa, senza dare la parvenza di conoscere né i singoli casi né tantomeno i percorsi da intraprendere”.”Sarebbe importante che il sindacato si interrogasse su come ridisegnare la politica industriale dell’Italia, sugli strumenti con i quali rendere il Paese più competitivo: dal credito d’imposta ai fondi europei, che devono servire a realizzare i progetti e non solo a pagare i progettisti. Per poi offrire questa riflessione agli investitori, italiani e stranieri”. Così il governatore del Piemonte, Sergio Chiamparino, in un’intervista al Mattino. Sull’articolo 18, ”a me sembra una norma di buon senso mantenere il reintegro nei casi in cui i licenziamenti sono riconducibili a motivi discriminatori. Anzi, credo che questa garanzia vada estesa anche a chi lavora in imprese con meno di quindici dipendenti”, dice Chiamparino. ”Per tutto il resto sono convinto che l’impostazione del governo sia corretta, a patto che la legge non sia retroattiva: vale a dire che per i neo-assunti ritengo giusto, nei casi in cui l’azienda per motivi di mercato e di riorganizzazione debba procedere, rivedere l’articolo 18, contemplando al posto del reintegro una forma di risarcimento economico, naturalmente anche ipotizzando l’istituzione di un arbitrato che possa fare da bussola di fronte alla discrezionalità delle magistrature”

CAMPIONATI DEI MESTIERI – Per la prima volta i giovani talenti del Piemonte che lavora partecipano ai Campionati italiani ed europei dei Mestieri, vere olimpiadi dell’eccellenza del sistema formativo professionale. Nove i vincitori delle regionali: sfideranno i loro colleghi dal 2 al 4 ottobre, 3 agli EuroSkills di Lille e 6 ai campionati nazionali WorldSkills Italy di Bolzano. Da lì usciranno i componenti del Team Italia per i mondiali di San Paolo. In gara cuochi, pasticceri, camerieri, meccanici e grafici.”Parliamo spesso di esaltare il made in Italy e il made in Piemonte e questi sono proprio esempi classici di quello che di più made in Piemonte c’è, ossia la capacità di fare”, ha sottolineato il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, presentato la squadra piemontese. Il Piemonte ha aderito quest’anno per la prima volta ai Campionati italiani ed

europei dei Mestieri grazie all’Agenzia Piemonte Lavoro. Un’iniziativa che per Chiamparino “dimostra che non è vero che i giovani siano ‘schizzinosi’, anzi se c’è la possibilità di studiare e imparare a fare delle cose per costruirsi un futuro si impegnano e ottengono i risultati”. Anche per l’assessore al lavoro e alla formazione professionale della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, “questi ragazzi testimoniano che la nostra è una formazione professionale di qualità e affermano il valore del lavoro come mestiere”. Alle due competizioni oltre ai 9 ‘talenti’ parteciperanno anche 7 expert, docenti, imprenditori e rappresentanti di categoria che porteranno il saper fare piemontese in Europa e, in caso di vittoria, nel mondo.

SUMMIT MINISTRI LAVORO – Summit dei ministri del Lavoro europei, il 17 e 18 ottobre a Torino, per la Conferenza di alto livello sulla Carta sociale europea. All’ordine del giorno la tutela dei diritti socioeconomici delle persone alla luce della situazione di crisi mondiale che ha fatto cadere in povertà milioni di persone. La conferenza è stata presentata a Torino dal sindaco, Piero Fassino, e dalla vicesegretaria generale del Consiglio d’Europa, Gabriella Battaini Dragoni.”Si tratta – ha spiegato Fassino – di uno dei più rilevanti appuntamenti nel programma degli incontri internazionali promossi a Torino per il Semestre italiano di Presidenza Ue”. Torino è stata scelta come sede in quanto è qui che nel 1961, venne firmata la Carta sociale europea che garantisce diritti economici e sociali fondamentali come il diritto a casa, salute, istruzione, lavoro, tutela giuridica e sociale, circolazione delle persone, non discriminazione.

CAMERA DI COMMERCIO – I dipendenti delle due aziende speciali della Camera di Commercio di Torino, il Laboratorio Chimico e Torino Incontra, hanno manifestato in occasione dell’insediamento del nuovo presidente della Camera di Commercio, Vincenzo Ilotte. I lavoratori hanno avuto incontro con Ilotte, al quale hanno scritto una lettera aperta. “A Torino, se venissero confermate le voci di chiusura delle aziende speciali sarebbero a rischio 80 posti di lavoro e tutti i servizi assicurati alle imprese”.

L’OREAL – “Il rinnovato stabilimento dell’Oreal a Settimo Torinese è un segnale dell’Italia che guarda con fiducia al futuro. Credo che tutti gli imprenditori guardino alle realtà che sono in grado di indicare una strada e una prospettiva positiva”. Così il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, a margine dell’inaugurazione del nuovo stabilimento L’Oreal con il premier Matteo Renzi. “Quello che fa la differenza – ha aggiunto il governatore – non è che il Gruppo abbia la casa a Parigi piuttosto che a Nagoya, ma se investe creando valore e lavoro laddove ci sono gli stabilimenti e L’Oreal è radicata qui da una vita, e continua a restarci investendo e creando lavoro. Io ci venivo a volantinare quando avevo i pantaloni corti”.

FIAT – E’ stato firmato in Regione dalla Fiat con Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri l’accordo per ilrinnovo della cassa integrazione straordinaria nel polo torinese di Mirafiori e Grugliasco. “La firma – spiega Vincenzo Aragona della Fismic – è avvenuta nei corridoi dell’assessorato perchè la Fiom ha invaso la saletta dove eravamo riuniti”. Replica Lino La Mendola della Fiom: “l’incontro avrebbe dovuto essere congiunto, ma siamo stati esclusi. Il comportamento della Regione, che ha accettato il diktat degli altri sindacati è stato scorretto. Avevamo intenzione di firmare la procedura per il rinnovo della cassa pur non condividendo i tempi ne’ i modi di erogazione. Dopo 52 mesi non è stato formalizzato nulla sull’investimento e non si sa ancora quali modelli si produrranno a Mirafiori”. “Siamo stupefatti di quanto è accaduto. Preoccupa e risulta sconcertante un simile atteggiamento, culminato con un’azione plateale di cui non si ravvisano nemmeno le motivazioni”. Lo dichiara l’assessore al Lavoro, Giovanna Pentenero, a proposito del comportamento della delegazione Fiom nell’incontro in Regione per la proroga della cassa integrazione a Mirafiori. “Come richiesto dalle organizzazioni sindacali, che il 18 settembre avevano sottoscritto l’accordo in sede sindacale – spiega Pentenero – il tavolo è stato gestito separatamente in due diverse sale. Una parte della delegazione Fiom, pur contestando la procedura adottata, ha comunque ritenuto di sottoscrivere il verbale. Sorprendentemente, tuttavia, prima del termine della riunione il verbale, firmato anche dalla Regione e dall’azienda, è stato materialmente strappato dai rappresentanti della Fiom”.

DE TOMASO – Parte il progetto della Provincia di Torino e della Regione Piemonte per la ricollocazione dei lavoratori in esubero della De Tomaso, finanziato in gran parte con il Fondo Europeo Feg destinato a grandi aziende costrette dalla globalizzazione a licenziare. L’ammontare complessivo delle risorse è di circa 4 milioni di euro, una parte stanziata dalla Regione. I fondi serviranno per percorsi di formazione e per incentivi di ricollocazione alle imprese intenzionate ad assumere a tempo indeterminato entro novembre i lavoratori in esubero.

 

FIAT – I lavori di riorganizzazione a Mirafiori “vanno avanti. Entro un anno ci saranno le prime nuove vetture”. Lo riferiscono i sindacati dopo l’incontro con la Fiat per la firma dell’accordo che prevede un altro anno di cassa integrazione straordinaria nel polo di Torino. L’intervento a Mirafiori è molto complesso perché riguarda la struttura dello stabilimento: per rifare i tetti – riferiscono i sindacati – l’ azienda ha dovuto usare gli elicotteri. Fim, Uilm e Fismic hanno concordato visite in fabbrica ogni tre mesi per seguire l’andamento dei lavori.

 

TRASPORTI – “Abbiamo la possibilità di crescere e completare il nostro organico entro il 2015, entro il primo trimestre del prossimo anno avere a bordo altre 40-50 persone. Abbiamo assolutamente bisogno di assumere”. Lo ha detto il presidente dell’Authority dei Trasporti Andrea Camanzi. “Cerchiamo complessivamente 120 persone, devono avere competenze tecniche, giuridiche, economiche, profili giovani molto preparati. Le assunzioni avverranno attraverso concorso pubblico”, ha aggiunto Mario Valducci, consigliere dell’Authority.

 

RIVA ACCIAIO – La Riva Acciaio di Lesegno, a un anno dal blocco dell’attività per oltre due settimane legato alla vicenda dell’Ilva di Taranto, assume quattro persone. La conferma arriva dai vertici dell’azienda e dai sindacati. L’attività alla Riva Acciaio di Lesegno è ripresa dopo lapausa estiva,con l’utilizzo dei contratti di solidarietà siglati a giugno che prevedono una riduzione del 30% del monte ore lavorativo e un taglio al salario, da applicarsi con il fermo o di un giorno ogni cinque lavorativi o di quattro giorni al mese. “L’applicazione del contratto di solidarietà – spiega Mauro Cagno, sindacalista Fim Cisl – che durerà un anno, permette la distribuzione del lavoro, garantendo il mantenimento dell’occupazione. “Stiamo seguendo due direzioni al fine di mantenere l’operatività dello stabilimento – spiega il direttore della Riva Acciao di Lesegno, Valerio Bisio – con la ricerca di nuovi mercati, soprattutto verso l’estero, Francia e Germania e la produzione di particolari prodotti diversificati in grado di essere maggiormente competitivi”.

CASSA INTEGRAZIONE – Boom della cassa integrazione straordinaria in Piemonte. Nel mese di agosto – secondo il rapporto Uil – Torino è stata la provincia che ha richiesto più ore di cig in Italia, con un incremento del 277,9% sul mese di luglio, con un balzo della cassa straordinaria cresciuta del 422,9%. Nei primi otto mesi dell’anno complessivamente in Piemonte sono state richieste oltre 87 milioni di ore di cassa integrazione, in aumento dell’1,7% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente (-35,2% ordinaria, +62,9% straordinaria, -54,8% in deroga). I lavoratori interessati, sono stati mediamente 64.072, circa mille in più rispetto al 2013. L’aumento maggiore si registra a Torino (+13,7%), seguita da Vercelli (+12,1%), mentre sono in calo Verbania (-0,8%), Novara (-1,6%), Alessandria (-12,5%), Biella (-23,2%), Cuneo (-24,6%) e Asti (-45,1%).

JOBS ACT – “E’ essenziale che venga attuata una vera liberalizzazione del mercato del lavoro. Il disegno di legge sul Jobs Act va nella giusta direzione in quanto contiene rilevanti elementi di novità sia sull’art 18 sia sul salario minimo”. Lo dichiara il presidente dell’Unione Industriale di Torino, Licia Mattioli. “Proposte – aggiunge – che, entrambe, possono davvero modernizzare sia il mercato del lavoro sia le relazioni sindacali. Ma, per conseguire un risultato che ci dia maggiore credibilità anche in Europa, il Governo deve adottare una linea di fermezza nella difesa di questo provvedimento e non farsi condizionare dalla vecchia guardia del Pd e del sindacato”.

LAVAZZA – Lavazza ha confermato ai sindacati l’intenzione di disdettare l’attuale contratto integrativo aziendale di lavoro applicato sul sito di Settimo Torinese. Lo rende noto la stessa azienda, annunciando di voler “avviare un percorso di negoziazione serrato e costruttivo che definisca al più presto il nuovo accordo”. Obiettivo di Lavazza, che negli stabilimenti italiani ha investito circa 100 milioni di euro negli ultimi tre anni, è quello di applicare a Settimo Torinese lo stesso modello organizzativo già adottato negli stabilimenti di Gattinara (Vercelli), Verres (Aosta) e Pozzilli (Isernia) attraverso – precisa l’azienda – “un costante confronto con i rappresentanti dei lavoratori e con un dialogo aperto sulle problematiche avanzate dal personale”. L’intenzione è quella di “attuare un importante cambiamento che consenta – precisa ancora l’azienda – di adeguare tutti i processi industriali al contesto di mercato, radicalmente mutato in pochi anni a causa della crisi economica internazionale”. Tratti fondamentali del nuovo modello organizzativo, per Lavazza, sono “una maggiore flessibilità produttiva per rispondere meglio alle esigenze di mercato; un’organizzazione del lavoro che permetta di investire sulla professionalità e polivalenza del personale; maggiore efficienza dei processi per ottenere un prodotto di eccellenza a costi competitivi; strumenti di misurazione della performance che premino il personale in funzione dei risultati raggiunti”. “Si tratta – conclude Lavazza – di elementi organizzativi ben noti nell’industria alimentare e imprescindibili per il futuro di Settimo Torinese. Lo stabilimento dovrà avere un ruolo primario nell’ambito del Gruppo, il quale intende mantenere l’Italia al centro delle proprie produzioni”.

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