TORINO – 14 IMMOBILI SEQUESTRATI A MEMBRO ‘NDRANGHETA

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TORINO – I Finanzieri del Comando Provinciale di Torino hanno dato esecuzione ad un decreto di confisca emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale Ordinario del capoluogo piemontese, relativamente a 14 unità immobiliari riconducibili ad un pluripregiudicato di origine calabrese, condannato per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso.

guardia-di-finanzaIl provvedimento fa seguito ad un’indagine svolta dal Nucleo Polizia Tributaria di Torino, su delega della locale Procura della Repubblica, volta alla ricostruzione della posizione economico-patrimoniale del soggetto, individuato quale membro del “locale” di Natile di Careri. Nella circostanza, sono state applicate le disposizioni del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, inserite nel Decreto Legislativo n. 159/2011, il quale prevede la confisca dei beni che risultano sproporzionati rispetto alle capacità reddituali nei confronti, tra gli altri, degli indiziati di appartenere alle associazioni di tipo mafioso. A seguito degli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle, pertanto, riscontrata la sproporzione emersa tra il patrimonio immobiliare nella disponibilità del condannato ed i redditi dal medesimo dichiarati, è stata disposta la confisca dei 14 immobili, tutti siti a Bovalino (RC), per un valore di 4 milioni di Euro. Il soggetto, con l’intento di sottrarsi all’ulteriore misura di prevenzione personale, consistente nella sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, nel corso del procedimento dinanzi alla Corte di Appello di Torino aveva anche tentato di dimostrare di essere dipendente di una società cooperativa torinese, operante nel settore della prestazione di servizi, presentando documentazione attestante la sussistenza di un rapporto di lavoro. Sotto la lente degli investigatori della Guardia di Finanza sono finiti, allora, i documenti prodotti ai fini dell’assunzione, di cui è stata dimostrata la falsità. L’interessato è stato, quindi, tratto in arresto per il reato di false dichiarazioni o attestazioni in atti destinati all’Autorità Giudiziaria, unitamente ai due amministratori di fatto della società compiacente.

 

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