TORINO – Stamattina lungo presidio dei lavoratori De Tomaso, davanti all’ufficio del curatore fallimentare Enrico Stasi, al quale ha partecipato anche il Segretario Regionale della Fismic Vincenzo Aragona.

de-tomaso-fabbrica«Facciamo un appello al nuovo presidente del Consiglio, Matteo Renzi, – ha dichiarato Aragona – affinché si interessi alla vicenda De Tomaso che riguarda ben 900 famiglie, senza contare l’indotto».

Ai lavoratori il curatore ha spiegato che la vicenda del marchio De Tomaso è complessa e che un’eventuale procedura legale avrebbe tempi lunghi. Quanto ai contatti in corso sono interessate un’azienda inglese, una statunitense, una cinese e con la piemontese Ats di Borgomanero, «ma si tratta – ha detto il curatore fallimentare – di contatti telefonici, di scritto non c’è nulla».

La cassa integrazione per gli ex-dipendenti della De Tomaso scade il 4 maggio e i tempi per una soluzione ormai sono strettissimi. «Premiamo – commenta il Segretario Regionale Fiom Piemonte, Vittorio De Martino – perché la vicenda si risolva e perchè chi è interessato davvero presenti un piano industriale nonostante le difficoltà sul marchio, pur vincolando l’acquisto alla possibilità di avere il marchio stesso. Altrimenti sarà difficile ottenere una nuova proroga della cassa integrazione».

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