CRONACA – Cessioni di rami d’azienda per aggirare le imposte di registro sulla vendita di un centro commerciale piemontese. L’escamotage scoperto dall’Agenzia delle Entrate è stato confermato dalla Commissione tributaria regionale, che ha condannato un gruppo societario a versare all’erario 9,5 milioni di euro.

guardia-di-finanzaDall’esame dei contratti preliminari di vendita tra la società venditrice e quella acquirente, è risultato evidente che la transazione avrebbe dovuto riguardare tutto il complesso aziendale costituito da attività commerciali e dal relativo complesso immobiliare, con un valore pari a 96 milioni di euro.

Tuttavia, per minimizzare il carico fiscale, anziché effettuare una vendita “lineare”, la società venditrice dapprima ha creato una “newco” (letteralmente, una nuova società) con capitale sociale di 10mila euro, a cui ha conferito tutto il ramo d’azienda relativo al centro commerciale.

Due settimane dopo, e sempre dallo stesso notaio presso cui era stata costituita la “newco”, è stata registrata la mera cessione di quote di quest’ultima a favore della società acquirente che, in tal modo, diventava proprietaria del complesso aziendale comprensivo del centro commerciale.

Con questo stratagemma, le parti hanno pagato le imposte di registro in misura fissa (168 euro) anziché in misura “proporzionale” sull’intero valore della società ceduta, come invece avrebbero dovuto.

La Commissione tributaria ha respinto le eccezioni procedurali presentate dalle società coinvolte, condannandole al pagamento delle spese di giudizio e alla liquidazione delle maggiori imposte e delle sanzioni.