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TORINO/GTT – La commissione consiliare Lavoro, presieduta da Federica Scanderebech, ha incontrato in seduta, alla presenza degli assessori Domenico Mangone (Lavoro), e Giuliana Tedesco (Aziende partecipate), buona parte delle organizzazioni sindacali dei lavoratori di Gtt.

GttI sindacalisti di Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisal Cisal, Ugl Trasporti e Fast Ferrovie hanno annunciato uno sciopero unitario di quattro ore nella giornata del 7 ottobre per esprimere la propria contrarietà alla vendita di quote di Gtt e allo scorporo dei suoi asset, in particolare dei parcheggi, che potrebbero diventare privati al 100% in caso di vendita. “I parcheggi sono sinergici al trasporto pubblico locale ( Tpl) – ha detto La Rizza – se si vogliono fare politiche di trasporto pubblico”.
I sindacalisti hanno nuovamente denunciato come paradosso e scandalo gli stipendi da 200.000 e 300.000 euro di alcuni dirigenti a fronte della necessità di risanare il bilancio dell’azienda.
Nell’imminenza della seconda gara, dopo quella infruttuosa di qualche mese fa, i timori espressi dai rappresentanti dei lavoratori si concentrano non solo sulla percentuale di quote da vendere, che in base a notizie di stampa smentite dagli assessori salirebbe dal 49% già approvato dal Consiglio comunale all’80%, ma anche sul mantenimento dei livelli occupazionali e delle condizioni contrattuali e, soprattutto, salariali.
Marco Grimaldi (Sel) ha ribadito che il Consiglio ha deliberato la vendita del 49% di Gtt precludendo espressamente quella di quote superiori. Si accetta di vendere “non per abbattere il debito ma perché è necessario rimanere nel patto di stabilità …non è troppo tardi per pensare di costruire attorno a Gtt una grande azienda per il Tpl nel nord Italia”.
Luca Cassiani (Pd) ha espresso la disponibilità a valutare anche altre proposte purché in un quadro di garanzie per i lavoratori ed il servizio pubblico. “Chi compra, compra la gestione – ha affermato – e non privatizza il Tpl”.
Paola Ambrogio (F. d’Italia) si è detta preoccupata perché “lo scenario cambia continuamente (la recente relazione del Ministero delle Finanze e le notizie di stampa ) e non si capisce quale idea e progetto di Tpl abbia in mente la maggioranza”. Fabrizio Ricca (Lega Nord) ha avvertito “se non si monetizza c’è rischio per i vostri stipendi dal prossimo anno”. Contrario alla vendita di segmenti dell’azienda ha detto “se si dovesse cedere l’80% che sia almeno ad un unico imprenditore per evitare all’attuale personale trattamenti contrattuali disuguali”.
Giovanni Ventura (Pd) ha ribadito che la delibera autorizza la vendita del solo 49% dell’azienda e che tale vendita non serve ad abbattere il debito ma a rispettare il “patto di stabilità”.
Hanno concluso gli interventi politici l’assessore Mangone e Tedesco.
Mangone assicurando il proprio impegno per la tutela dei lavoratori ha ricordato la propria contrarietà alle modifiche dello statuto di Gtt, operate per aumentarne l’appetibilità sul mercato spiegando che a questo punto “ …(conservare)…. Il 49% o il 20% non cambia nulla”.
Tedesco ha concluso assicurando l’impegno dell’Amministrazione per la tutela dei lavoratori e assicurando che in quest’ottica coloro che si occupano del rilascio dei permessi di sosta ai residenti, rimarranno in Gtt e per consentirlo “ si potrebbe fare un contratto di service con il futuro acquirente”.
Ha ribadito quanto già affermato sull’esistenza attuale di un impegno per la vendita del solo 49%, pur riconoscendo che su questa ipotesi non ci sono attualmente importanti manifestazioni di interesse del mercato.
“Nessuno in futuro taglieggerà i cittadini perché le tariffe di sosta continuerà a stabilirle l’Amministrazione e (in ordine alla tutela dei posti di lavoro) attraverso i patti parasociali garantiremo che nessuno vada a casa” . Interloquendo sulla possibilità che i dubbi e le criticità messe in evidenza nella recente relazione del Ministero delle Finanze su Gtt, prendano corpo Tedesco ha detto “ le responsabilità ( in tale caso) in Gtt sarebbero da assegnare a pioggia”.