FAVRIA – «Me ne vado perché non ha senso rimanere qui a sentire come volete impedire a Giorgio Cortese di presentare una petizione, è assurdo». Queste le parole del Consigliere di Opposizione Vittorio Bellone, pronunciate uscendo dall’aula durante il Consiglio Comunale che si è tenuto ieri a Favria.

BelloneOggetto della discussione la modifica dello Statuto Comunale, e in, particolare, l’articolo relativo alla presentazione delle istanze, petizioni e proposte. L’articolo è stato completamente modificato: se prima le istanze, le petizioni e le proposte potevano essere avanzate “anche” in forma collettiva, ora possono essere presentate (soltanto) in forma collettiva.

«Innanzitutto, come già ribadito durante la conferenza dei Capigruppo – ha affermato Lucia Valente, Capogruppo di Opposizione – essendo lo Statuto Comunale base della democrazia di ogni Comune, come la nostra Costituzione lo è per lo Stato, sarebbe stato necessario, a nostro avviso, formare un’apposita Commissione. Inoltre, con questa nuova formulazione si annulla la partecipazione del singolo cittadino, per cui riteniamo questo articolo illegittimo perché non viene più garantita la “forma individuale”.

«Se si fanno proposte va bene – ha replicato il Sindaco Serafino Ferrino – ma far lavorare gli uffici per questa marea di petizioni che ci stanno arrivando, non ha senso.»

Le petizioni in questione provengono da Giorgio Cortese, Sindaco nella precedente amministrazione. Dopo quella relativa ad Asa, (richiesta dei provvedimenti che l’Amministrazione intende adottare per una corretta raccolta rifiuti, e l’ammontare del debito residuo nei confronti del Consorzio), proprio l’altro ieri ne ha presentato un’altra relativa alla liquidazione della fattura per i lavori effettuati nell’ex Casa di Riposo, attuale Biblioteca.

Le modifiche allo Statuto sono state approvate dalla sola maggioranza, con voto contrario di Valente, che è uscita dall’aula subito dopo.