TORINO – “Buone notizie dal Consiglio dei ministri per il futuro delle giovani generazioni. Tra le misure annunciate, sono particolarmente importanti gli interventi sugli affitti a canone concordato, il premio previsto per i lavoratori under 30 e il fondo previdenziale destinato ai nuovi nati, con un contributo statale a partire dal 2027. Sono provvedimenti che vanno nella direzione di sostenere concretamente i giovani, le famiglie e chi vuole costruirsi un futuro autonomo”.
Così Matteo Gagliasso, coordinatore regionale della Lega Giovani Piemonte, commenta le misure a favore delle nuove generazioni contenute nella manovra.
“Come Lega crediamo che essere giovani non debba rappresentare uno svantaggio. Vogliamo un Paese in cui impegno, competenze e voglia di fare siano valorizzati, offrendo ai ragazzi strumenti concreti per affrontare le sfide del lavoro, della casa e della costruzione di una famiglia. Non bastano gli slogan: servono scelte politiche capaci di incidere davvero sulla vita quotidiana”.
Sulle manifestazioni di piazza interviene anche il vicecoordinatore della Lega Giovani Piemonte e commissario della Lega Giovani Canavese, Alessio Ercoli, che sottolinea: “Mentre una parte della sinistra alimenta o cavalca le proteste, rischiando di alimentare aspettative senza indicare soluzioni concrete, noi scegliamo la strada della responsabilità. Ascoltiamo le difficoltà dei giovani, ma soprattutto lavoriamo per affrontarle con proposte e provvedimenti. Questa manovra prevede tante misure e fondi destinati ai giovani, a partire dalla flat tax al 5% per neoassunti under 35 e dai 200 milioni per le università che si sommano ai circa 9,5 miliardi del Fondo di finanziamento ordinario, per arrivare a un fondo specifico per installare impianti di condizionamento e pompe di calore all’interno di tutti gli istituti scolastici. Chi scende in piazza ha diritto di esprimere le proprie idee, ma ai ragazzi servono anche risposte concrete: opportunità di lavoro, accesso alla casa e maggiori prospettive di indipendenza”.
“La Lega Giovani – concludono – vuole essere al fianco delle nuove generazioni, non limitarsi a inseguire il consenso nelle piazze. La differenza sta tutta qui: c’è chi punta sulla protesta e chi lavora per trasformare le esigenze dei giovani in risultati concreti”.
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