CUORGNÈ – Nasceva a settembre dello scorso anno, tra le mura di via San Rocco 9 a Cuorgné la Commenda di San Giacomo Apostolo, una piccola realtà neo-cavalleresca di ispirazione templare, ad opera di un gruppo di amici che, condividendo visione e valori, hanno deciso di rivitalizzare una realtà antica ma tanto affascinante quanto attuale. Alla radice della decisione c’è un ordine neo-templare dalle radici che si perdono nella leggenda: la “Pietà del Pellicano”, il cui nome venne ispirato dalla preghiera di San Tommaso d’Aquino in cui il sacrificio di Cristo si traspone nell’immagine mitica del Pellicano che nutre i suoi piccoli col sangue, e la cui origine parrebbe risalire agli inizi del XVII secolo. A riportare in auge tale Ordine nella contemporaneità, dopo un lungo periodo di oblio, ci pensò Adeodato I, compianto primate della Chiesa Ortodossa Italiana, che diede nuova linfa ad una struttura i cui valori cristiani e cavallereschi potevano ancora comunicare molto alla contemporaneità.
Tuttavia, la prematura dipartita di Adeodato I causò un brusco arresto nel progetto. Oggi, dopo una fase di disorientamento, l’OMT (Ordine Monastico Templare) Pietà del Pellicano ha ripreso a vivere, sempre sotto la protezione della Chiesa Ortodossa Italiana, ma in forma ecumenica (vi appartengono sia Cattolici che Ortodossi), attraverso nuove realtà locali diffuse in tutta Italia, e Cuorgné è una di queste. La Commenda di Via San Rocco, la cui guida è affidata al Cavaliere Dario Noascone, è dedicata a San Giacomo Apostolo, e, dopo un anno di assestamento, domenica 20 settembre ospiterà una Divina Liturgia, celebrata dal Gran Priore dell’Ordine Padre Giacomo da Seborga, durante la quale verranno elevati nuovi Cavalieri e nuove Dame. A seguire, verrà condivisa col pubblico una riflessione sul significato di una simile realtà, che molti considerano fuori dal tempo, nel contesto del terzo millennio.
“Si tratta di una questione tutt’altro che banale – sostiene Dario Noascone, titolare della Commenda – La realtà cavalleresca è associata a tempi lontani, eppure certi valori trasfigurano, ma non si estinguono. La Cavalleria, infatti, nasce in un contesto valoriale profondamente cristiano, ma costituisce una struttura assolutamente laica: declina i suoi valori nel mondo, nella società e, non ultima, nella battaglia, quindi nella concretezza e nelle asperità della vita vissuta. Il nostro piccolo esperimento cuorgnatese, che ci auguriamo cresca nel tempo, in tutta modestia e frugalità intende portare una testimonianza di valori tradizionali e impegno culturale, valorizzando il significato del simbolo e della ritualità, in condivisione e comunità di intenti e lontano dalle ostentazioni e dalle vanità che, purtroppo, caratterizzano molte realtà cavalleresche contemporanee. Per noi spade e mantelli non sono oggetti da mostrare, ma simboli da condividere. Abbiamo trascorso un anno in silenzio per meglio organizzarci, ma a partire da ora le attività di approfondimento culturale, uno dei nostri pilastri, diventeranno parte del nostro agire sul territorio”.
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