CIRIÈ – Circa l’aggressione nei confronti di un infermiere, avvenuta questa notte al Pronto Soccorso a Ciriè, l’Asl To4, ha inviato una nota per commentare l’accaduto.
“L’Azienda condanna con la massima fermezza ogni atto di violenza perpetrato ai danni dei propri operatori. Questi episodi sono anche l’amara conseguenza di una narrazione negativa che, soprattutto negli ultimi mesi, si ripercuote ingiustamente su un sistema composto da migliaia di professionisti che lavorano ogni giorno con incessante impegno e profonda dedizione per tutelare il diritto alla salute della comunità.
Sul tema delle aggressioni nei confronti degli operatori, diversi interventi sono già stati realizzati: la localizzazione del servizio di vigilanza accanto al punto Triage e l’intensificazione dei passaggi delle forze dell’ordine presso le strutture più critiche, che si sono aggiunti agli strumenti già presenti, come la videosorveglianza. L’attuale Direzione Generale, guidata dal dottor Luigi Vercellino, nei primi giorni dell’insediamento, avvenuto lo scorso gennaio, ha deciso di prevedere la presenza di guardie armate come ulteriore strumento deterrente; la gara d’appalto è in fase di completamento: la Commissione aggiudicatrice sta terminando la valutazione delle offerte tecniche e, nel rispetto dei tempi a norma di legge, l’avvio effettivo del servizio è previsto nei primi mesi del prossimo anno.”
E precisa: “In caso di aggressione, su segnalazione dell’operatore interessato, ogni onere di difesa è a carico dell’Azienda, come previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto recentemente firmato (articolo 55). Ai sensi della stessa disposizione, in presenza di un’aggressione l’Azienda valuterà la propria costituzione di parte civile.
Nel rispetto delle competenze e dei ruoli, è massimo l’impegno aziendale nel proseguire con le azioni utili a garantire la sicurezza dei propri operatori e il dialogo con le forze dell’ordine e con tutti gli altri attori interessati. E’ comunque chiaro che tutto ciò che si può mettere in atto per fronteggiare il problema della violenza nei confronti degli operatori non può evitare che si manifestino singoli comportamenti violenti nei confronti degli operatori stessi, che, ribadiamo con determinazione, non sono permessi né tollerati.”
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