CIRIÈ / LANZO – “La presunta “disponibilità al dialogo” decantata dall’Asl To4 contrasta nettamente con la realtà dei fatti. Le gravi criticità che investono i blocchi operatori, non solo a Ciriè, ma trasversalmente in tutti i presidi del territorio, a partire da Ivrea dove la situazione è decisamente critica, sono state ampiamente e formalmente denunciate attraverso numerose note inviate nel corso degli ultimi mesi”.
È la replica di Nursind alle dichiarazioni dell’Asl To4. Ma andiamo per ordine. Nursind, il Sindacato delle professioni Infermieristiche aveva denunciato il fatto che le Sale Operatorie di Ciriè e Lanzo sono al collasso.
“Quella che si sta consumando in queste ore presso le Sale Operatorie dei Presidi Ospedalieri di Ciriè e Lanzo è una mobilitazione senza precedenti – aveva dichiarato il Sindacato ieri, giovedì 15 ottobre 2026 – la quasi totalità del personale in servizio (quasi il 100 dei lavoratori tra infermieri e OSS) ha formalizzato e presentato in massa la richiesta di mobilità interna.
Alla base di questa decisione drastica e sofferta vi è, nero su bianco, “il perdurare di uno stato di disagio psicofisico legato all’attuale contesto lavorativo”, frutto di un clima pesante, di pressioni insostenibili e di un’organizzazione del lavoro che ha ormai oltrepassato ogni limite di guardia”.
“Nonostante i ripetuti allarmi lanciati nei mesi scorsi dalle organizzazioni sindacali e i tentativi di aprire un dialogo costruttivo con l’Azienda, – aveva proseguito Nursind – le segnalazioni sono rimaste inascoltate. Di fronte a chi come il Direttore Generale Vercellino tenta di sminuire la protesta, la risposta arriva direttamente e inequivocabilmente dai lavoratori stessi: la richiesta di fuga in massa dai reparti è la prova lampante, plastica e incontrovertibile che il disagio è reale, profondo e generalizzato. Questa vertenza delle Sale Operatorie di Ciriè-Lanzo rappresenta solo la punta di un iceberg. Quotidianamente, le segreterie sindacali ricevono segnalazioni da parte di operatori stremati, e si registrano crescenti ricorsi alle procedure di tutela e al consigliere di fiducia a causa di un ambiente lavorativo diventato insostenibile.”
Annunciando poi un’assemblea sindacale indetta da NurSind e FP CGIL per il prossimo 20 ottobre, alle 11, presso l’Ospedale di Ciriè.
Pronta la replica dell’Asl To4: “L’Azienda prende atto del comunicato dei sindacati NurSind e FP CGIL, con la notizia che numerosi operatori sanitari dell’ospedale di Cirié-Lanzo hanno presentato domanda di mobilità interna, mettendo in tensione le capacità operative dell’area urgenza.
Nel comunicato si fa riferimento a “ripetuti allarmi lanciati nei mesi scorsi e i tentativi di aprire un dialogo costruttivo con l’Azienda”. In effetti l’Azienda, sul piano di riorganizzazione degli spazi di urgenza ai fini di un loro utilizzo migliore, non si è mai sottratta ad alcun confronto sui problemi segnalati dalle sigle sindacali.
Come conferma la Dottoressa Clara Occhiena, Direttore delle Professioni Sanitarie (DiPSa): “Proprio su questa specifica questione della riorganizzazione degli spazi di urgenza a Cirié-Lanzo, l’Azienda ha scrupolosamente osservato la procedura prevista, in particolare con l’invio dell’informativa alle OO.SS. il 30/9 e la correlata apertura del canale formale di confronto, con la disponibilità a discutere osservazioni, criticità e richieste di modifica”.
“In realtà, non sono giunte dalle Organizzazioni Sindacali richieste di incontro sulla questione specifica. Ci rammarichiamo – nota il Direttore Generale dell’ASL TO4, Dott. Luigi Vercellino – che alcune sigle sindacali abbiano preferito non avvalersi di procedure consolidate – previste proprio al fine di prevenire attraverso il dialogo situazioni di disagio all’utenza – alimentando invece un clima di allarme che non giova né agli utenti né agli operatori stessi”.
L’Azienda rinnova la disponibilità a cercare soluzioni condivise, anche in considerazione della necessità di limitare il più possibile i disagi agli utenti.
Controreplica di Nursind: “Si tratta di lettere e richieste di incontro rimaste, nella stragrande maggioranza dei casi, del tutto ignorate dalla Direzione: a partire dalla nota congiunta presentata dalle due organizzazioni sindacali già nel 2025, a cui sono seguite ripetute segnalazioni, fino al fermo sollecito inviato lo scorso 2 settembre dal Nursind”.
“È grave e inaccettabile – accusano le Segreterie di NurSind e FP CGIL – che la Direzione Aziendale, anziché preoccuparsi del fatto che l’intero personale delle sale operatorie stia chiedendo di essere trasferito o di andare via, preferisca arroccarsi in una difesa d’ufficio ampiamente smentita dai fatti. Il malessere dei lavoratori è il risultato diretto di mesi di mancata presa in carico dei problemi.
Una direzione responsabile avrebbe risposto con maturità e apertura, dichiarando la volontà di comprendere fino in fondo il disagio e le criticità, peraltro già ampiamente denunciate, e attivandosi per individuare soluzioni concrete, specialmente a fronte di un malessere espresso direttamente dalle lavoratrici e dai lavoratori. Al contrario, la Direzione continua ad arroccarsi in una linea difensiva che appare debole e del tutto inadeguata.
“Il nostro compito – conclude – è tutelare il personale e continueremo a farlo nonostante il muro di gomma eretto dall’Azienda. La Direzione ha il dovere di risolvere i problemi segnalati, anziché autocompiacersi e limitarsi a replicare a mezzo stampa: deve dare risposte concrete ai lavoratori, cosa che, con tutta evidenza, non sta facendo, e purtroppo non soltanto in questo importante settore.
Ci rivolgeremo al Direttore di Dipartimento Chirurgo dell’ASL To4 Dott.Ugo Scarlato, che sicuramente prenderà qualora non l’avesse già fatto, in mano la situazione.”
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