sabato 3 Dicembre 2022

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RIVAROSSA – Barbara Barducco fa il bis, questa volta in un concorso di filastrocche

Ha conquistando una prestigiosa segnalazione di merito al premio torinese “Tre civette sul comò”, organizzato dall’associazione “Cultura e Società”

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RIVAROSSA – Barbara Barducco, ormai, ci ha preso gusto. E a pochi giorni dal premio ottenuto in un importante concorso di poesia, bissa gli allori conquistando una prestigiosa segnalazione di merito al premio torinese “Tre civette sul comò”, organizzato dall’associazione “Cultura e Società”, riservato questa volta alle filastrocche.

«Uno dei pochi concorsi dedicati a questo genere letterario, purtroppo – commenta – Non a caso sono pervenute oltre 130 opere, per cui la concorrenza è stata davvero molta. La mia filastrocca, intitolata “Milady”, è dedicata alla mia gatta, e ho avuto la possibilità e il piacere di leggerla io stessa durante la cerimonia di premiazione». Ma l’estro creativo di Barbara, coadiuvata dal marito Marco Bonini, non si ferma qui. Anzi, la produzione letteraria, capace di spaziare tra generi e stili diversi, prosegue: «Abbiamo già pubblicato due urban fantasy, Neope, primo e secondo volume, che trattano di un guerriera proveniente da Marte in un tempo futuro. E poi “I Guerrieri della Sacra Pioggia”, primo capitolo di una serie fantasy/sportiva – prosegue – E, ancora, Dursinda, la Schiantascudi, un fantasy classico, che racconta di una ragazza che riscopre in sé la magia nel suo percorso per diventare guerriera. Il primo capitolo è stato pubblicato, e ora stiamo lavorando al secondo».

E se per trovare ispirazione per una filastrocca è sufficiente pensare al proprio animale domestico, più complesso deve essere trovarla per scrivere libri dedicati al fantasy: «In questo caso l’ispirazione si trova nella capacità di sognare avventure e di raccontarle – aggiunge – Cosa che io e mio marito abbiamo fatto sin da piccoli. E poi, naturalmente, nelle tantissime letture nel genere. Vedi Terry Brooks». E se molto è stato scritto, molto ancora c’è da scrivere, perché la fantasia non ha limiti né confini. È una fonte di ispirazione che non si esaurisce, e che ha bisogno di pagine, parole e disegni per potersi esprimere: «Nel nostro futuro ci sono, al momento, una raccolta di poesie, un libretto di filastrocche e un racconto per ragazzi, ispirato alla nutrita popolazione felina della zona dove abitiamo. E molto altro ancora…», conclude.

© Riproduzione riservata

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