sabato 3 Dicembre 2022

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Direttore Responsabile: Magda Bersini

FELETTO – Stefano Filiberto replica alle dichiarazioni del Sindaco Ferrero

“Non li ho attaccati sul piano personale; quello che ho richiesto è legittimo”

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FELETTO – “Non ho affatto attaccato l’Amministrazione sul piano personale”. È la replica dell’ex Sindaco di Feletto (ora Consigliere di minoranza), Stefano Filiberto, alle dichiarazioni del Sindaco Cristina Ferrero.
“Ho richiesto alcuna documentazione che non mi è stata consegnata – prosegue Filiberto – ossia il casellario giudiziario dei componenti dell’Amministrazione, la visura delle auto sia comunali che private per sapere se ci sono gravami e i tabulati della Tari siccome si è detto che ci sono evasori.”

La documentazione non gli è stata consegnata, e Stefano Filiberto ha presentato un esposto in Prefettura.

“Si sono barricati dietro la scusa della privacy, mentre per trasparenza, e se non hanno nulla da nascondere, dovrebbero rilasciarli. Anche la legge lo contempla. In alcuni Comuni i Consiglieri li pubblicano persino sul sito istituzionale. Forse sanno che c’è qualcosa che non va, che ci sono gravami e che potrebbe essere motivo di incandidabilità. Desidero sapere se hanno debiti nei confronti del Comune.”

Il Consigliere di minoranza ha poi spostato l’attenzione sulle dichiarazioni relative alla sua assenza ai Consigli Comunali: “Scelgono sempre orari in cui non posso essere presente per motivo di lavoro.”

“È stato anche detto che la mia Amministrazione ha lasciato le “casse vuote”, ma non è vero. Sono stati spesi soldi in mancata oculatezza al termine del mio mandato, nei primi tre mesi del successivo. Noi avevamo il Ragionier Ratto che era molto preciso e attento, e non abbiamo mai rischiato il default.”

Per quanto concerne i bandi PNRR, Filiberto augura che i contributi arrivino, ma dichiara che Feletto sia diventata la succursale di Castellamonte, sia per quanto concerne i bandi, che per l’ingresso del nuovo Segretario.

Nettamente in disaccordo con lo spostamento del Museo dell’Oro: “Quel locale era destinato a salone per le conferenze e per celebrare i matrimoni, in modo da alleggerire l’utilizzo della sala consigliare. Non ha senso inserirvi il Museo dell’Oro, che resta poco aperto al pubblico. Avevamo altri spazi utilizzabili a Feletto, come l’ex Banca.”

Altri argomenti spinosi riguardano la piazza e l’area Certosa: “Non ha senso quello che è stato fatto in piazza, noi avevamo un progetto ben preciso, una volta spostato il mercato. Oltretutto i lavori alla Certosa sono fermi. Dicono che nel progetto non erano contemplati i sottoservizi, ma non è vero. C’erano eccome.”

© Riproduzione riservata

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