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lunedì 20 Settembre 2021
lunedì, Settembre 20, 2021

RONDISSONE – Impianto di biometano: il Consiglio di Stato ribalta la situazione

Ha dato contro ai ricorrenti (i comuni di Rondissone, Mazzè, Torrazza Piemonte e Verolengo) e ha dato ragione alla Città Metropolitana che aveva espresso parere favorevole

RONDISSONE – Ad oltre un anno dall’annullamento del giudizio favorevole della Città metropolitana sulla realizzazione dell’impianto di produzione di biometano a Rondissone, il Consiglio di Stato ha rivoltato ieri, martedì 24 agosto 2021, la situazione dando torto ai ricorrenti, ovvero lo stesso comune in cui dovrebbe sorgere l’impianto ed i confinanti Mazzè, Torrazza Piemonte e Verolengo.


Il progetto della Ferplant srl di Chivasso per la produzione di biometano e compost riguarda l’area situata a ridosso del complesso 2001 nella periferia del paese.

Sull’impianto era stato pronunciato un giudizio favorevole sulla compatibilità ambientale per la sua realizzazione, una struttura in grado di trattare fino a 30 mila tonnellate l’anno, nel rispetto, riconosciuto dalla Città metropolitana, delle norme ambientali nonostante le perplessità manifestate, durante la conferenza dei servizi, dai comuni limitrofi. La Ferplant aveva presentato il primo progetto all’amministrazione di Rondissone nel 2015. Contro la realizzazione dell’impianto a biometano era stato costituito anche un comitato di cittadini. Ma a gennaio 2020 era arrivato lo stop del Tar che aveva annullato il giudizio favorevole della Città Metropolitana.


“È una sentenza che da ragione all’Ente di area vasta, – commentano dalla sede della Città metropolitana di Torino di corso Inghilterra, Vicesindaco e Consigliere delegato all’Ambiente, che ricordano il lavoro degli uffici svolto nel pieno rispetto delle normative in vigore. – Sono davvero molte le richieste di insediamenti industriali nel territorio metropolitano, nel chivassese in particolare e, viene ancora sottolineato, la nostra Regione deve dotarsi al più presto di una legge a tutela dei territori già fortemente compromessi proprio rispetto alle richieste di realizzazione di nuovi impianti industriali dal forte impatto ambientale.”

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