venerdì 30 Luglio 2021
venerdì, Luglio 30, 2021
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VERCELLI – Detenuto tenta il suicidio in carcere, salvato dalla Polizia Penitenziaria

Sappe: “Solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto”  

VERCELLI – Ha tentato di uccidersi nella Casa circondariale di Vercelli dove è ristretto, ma è stato salvato dal tempestivo intervento degli Agenti di Polizia Penitenziaria in servizio. È accaduto ieri, giovedì 24 settembre, e a darne notizia è il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, che plaude al provvidenziale intervento degli Agenti di servizio.

Il vice Segretario regionale del Sappe Piemonte, Mario Corvino, evidenzia come, ancora una volta, “è solamente grazie ai poliziotti penitenziari, gli eroi silenziosi del quotidiano a cui va il ringraziamento del SAPPE per quello che fanno ogni giorno, se il numero delle tragedie in carcere è fortunatamente contenuto. È evidente a tutti che è necessario intervenire con urgenza per fronteggiare le costanti criticità penitenziarie. Il suicidio è spesso la causa più comune di morte nelle carceri. Gli istituti penitenziari hanno l’obbligo di preservare la salute e la sicurezza dei detenuti, e l’Italia è certamente all’avanguardia per quanto concerne la normativa finalizzata a prevenire questi gravi eventi critici. Ma il suicidio e il tentato suicidio di un detenuto rappresentano un forte agente stressogeno per il personale di polizia e per gli altri detenuti”. 

Il SAPPE ricorda che nel primo semestre del 2020 è già stato sventato nella Casa Circondariale di Vercelli il suicidio un detenuto mentre 17 sono stati gli atti di autolesionismo. 

Sulle dinamiche dell’evento critico accaduto, Corvino spiega che “verso le ore 14 di ieri, un detenuto di nazionalità italiana di anni 59 ha tentato il suicidio impiccandosi alle grate della finestra, ma solo grazie alla professionalità dei colleghi che sono intervenuti prontamente si è evitata ‘ennesima morte per suicidio. Per fortuna, il tempestivo intervento del poliziotto di servizio, supportato anche da altri colleghi, ha evitato la tragedia. A loro, ed al Comandante di reparto Commissario Nicandro Silvestri, va il nostro plauso”.

Il segretario generale del SAPPE Donato Capece esprime apprezzamento per la professionalità dimostrata dai poliziotti penitenziari di Vercelli a e commenta: “L’ennesimo tentato suicidio di una persona detenuta, per fortuna sventato in tempo dalla professionalità ed attenzione dei poliziotti, dimostra come i problemi sociali e umani permangono, eccome, nei penitenziari. Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 21mila tentati suicidi ed impedito che quasi 170mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze”.

E denuncia: “Quel che è accaduto a Vercelli ci ricorda per l’ennesima volta quanto sia difficile lavorare in un penitenziario. Da tempo il SAPPE denuncia, inascoltato, che la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, l’aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, la mancanza di personale – visto che le nuove assunzioni non compensano il personale che va in pensione e che è dispensato dal servizio per infermità -, il mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento. La realtà è che sono state smantellate le politiche di sicurezza delle carceri preferendo una vigilanza dinamica e il regime penitenziario aperto, con detenuti fuori dalle celle per almeno 8 ore al giorno con controlli sporadici e occasionali.”

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