lunedì 6 Luglio 2020

RIVAROLO CANAVESE – Un caso di scabbia alla scuola dell’Infanzia

I consigli del Ministero della Salute, che dichiara: “La scabbia è una malattia della pelle più diffusa di quanto si creda. Colpisce ogni anno nel mondo milioni di persone senza distinzioni di sesso ed etnia”

RIVAROLO CANAVESE – Presso la scuola dell’infanzia situata in via Bicocca a Rivarolo Canavese, è stato accertato un caso di scabbia.

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La dirigente scolastica, Brunella Buscemi, ha inviato un comunicato a tutti i genitori, pregandoli di osservare attentamente la cute dei propri figli e di farli controllare urgentemente dal medico curante in caso di intenso prurito (soprattutto di notte); ingiustificati arrossamenti o lesioni cutanee o presenza di papule o vesciche.

Si procede intanto con la disinfestazione dei locali. Ieri i bambini sono stati fatti uscire all’ora di pranzo dalla struttura, ed è stato chiesto alle famiglie di portare a casa la biancheria che solitamente viene lasciata a scuola (lenzuola, bavaglini…).

Altri due casi si sono verificati a Leini nella scuola dell’infanzia di via Dogliotti e nella primaria di Frazione Tedeschi. Anche qui la Dirigente Scolastica, Antonina Viola, ha inviato analoga missiva alle famiglie.

SCABBIA (MINISTERO DELLA SALUTE)

La scabbia è un’infestazione dovuta a un acaro parassita, lo Sarcoptes scabiei var. homini. Il suo ciclo evolutivo si compie interamente nell’uomo: dopo l’accoppiamento il maschio adulto rimane sulla cute mentre la femmina depone le uova sotto la superficie cutanea, dove vive in genere 30 giorni. Le larve attive emergono dopo 3-4 giorni e invadono la cute circostante, che appare arrossata e rilevata. Il sintomo più comune è il prurito intenso.

Il trattamento della scabbia è facile ed efficace; si basa su terapie orali o sull’applicazione di prodotti che uccidono l’acaro responsabile (acaricidi).

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La terapia di prima scelta è a base di permetrina al 5% in crema da applicare su tutto il corpo e da rimuovere con acqua dopo 8-14 ore. In genere la terapia viene ripetuta a distanza di una settimana.
E’ importante evitare il bagno caldo prima di applicare il trattamento sulla cute perché il bagno caldo, favorendo la dilatazione vascolare, favorisce l’assorbimento dell’acaricida e il suo passaggio nel circolo sistemico, rimuovendolo dalla sede di azione cutanea e aumentando il rischio di effetti indesiderati sistemici.

In alcuni casi può essere raccomandata invece della terapia locale una terapia per bocca. Il principio attivo usato in questi casi è l’ivermectina.

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Al termine della cura può persistere il prurito (anche 15 giorni dopo la terapia) perché il trattamento uccide l’acaro ma il suo corpo rimane nella cute e continua a creare uno stimolo allergico. In questi casi il medico prescriverà un farmaco per il controllo del prurito. Per trattare il prurito si può ricorrere a emollienti in maniera intensiva oppure può essere necessario cambiare la terapia acaricida. Si consiglia di non ricorrere a docce troppo frequenti perché l’uso dei detergenti potrebbe seccare la cute peggiorando la sensazione di prurito.

Per prevenire un’epidemia si raccomanda di evitare il contatto diretto con le persone infestate. Inoltre è opportuno trattare tutti i familiari, chi abita nello stesso locale e il partner sessuale, anche se apparentemente queste persone non manifestano i sintomi della malattia. Inoltre andrebbero trattate le persone a stretto contatto con il nucleo familiare infestato, amici molto stretti, collaboratrici domestiche o compagni di classe dei figli, se frequentano la casa.

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