IVREA – “Se penso alle nuove generazioni di lavoratori e lavoratrici, di imprenditori e imprenditrici, parto dai miei figli ma penso anche ai tantissimi studenti presenti qui oggi, giovani che in questi anni si stanno impegnando per costruire il loro futuro: dovranno saper creare un domani coerente con le sfide economiche e industriali che ci attendono. Esorto tutti gli imprenditori a guardare avanti ed agire con determinazione per delineare un nuovo modello di impresa, agile, sostenibile, in armonia con il territorio di appartenenza e soprattutto centrato sulle persone e sulla loro capacità di incidere, con competenze e convinzioni, sulle strategie del futuro” è questo il messaggio principale espresso nella sua relazione dalla Presidente di Confindustria Canavese, Patrizia Paglia, in occasione dell’Assemblea Pubblica 2019 svoltasi ad Ivrea, alle Officine H, questa mattina.

Il Futuro che non ti Aspetti non è solo il titolo dell’incontro tra imprenditori, studenti e territorio promosso da Confindustria Canavese: è un invito a riflettere, anche grazie agli autorevoli ospiti presenti, su come affrontare le nuove sfide globali, legate alle imprese e al lavoro, con positività e azioni strategiche capaci generare benefici concreti nel medio e lungo periodo.

Il Canavese ha saputo reagire, forte di una storia industriale importante, (certificata nel 2018 da Unesco – che ha decretato Ivrea Patrimonio dell’Umanità), alle dinamiche non sempre lineari del mercato, diventando oggi un tessuto produttivo pronto a competere in Italia e nel mondo. Questo però non è sufficiente pensando al futuro. Imprese grandi, piccole, locali, multinazionali, industriali e di servizi, iscritte o non a Confindustria, tutti hanno la responsabilità di definire una nuova road-map per lo sviluppo territoriale, identificata da 5 direttrici annunciate durante l’evento e analizzate nello specifico insieme agli importanti relatori presenti.

La Sostenibilità è ormai un asset di competitività irrinunciabile, come sottolineato nel suo intervento dalla Presidente Paglia e ripreso, in occasione della tavola rotonda moderata dal giornalista Sergio Luciano, dal Direttore Scientifico di LifeGate, Simone Molteni.

Creare e perseguire processi di lavoro efficienti che massimizzino il contenimento delle risorse energetiche e ambientali, non deve essere solo una consapevolezza ma un reale comportamento che caratterizzi il linguaggio e le azioni delle imprese. Per fare questo serve puntare, ecco il messaggio, su una nuova cultura imprenditoriale, che punti sulla conoscenza e sulla conseguente messa a terra di azioni per generare sul territorio un meccanismo reale di economia circolare e sviluppo sostenibile.

La Formazione e Il Lavoro sono altri due macro temi definiti essenziali per la sopravvivenza delle imprese del domani. Guido Saracco, Rettore del Politecnico di Torino e Silvia Zanella, esperta di employer branding e valorizzazione delle competenze, non hanno avuto dubbi nel sottolineare, durante i loro interventi, che occorre concentrarsi sempre di più, riferito alle imprese, alle scuole, agli enti di formazione, sulle competenze specialistiche, ovvero coltivare un potenziale in cui però alla forte preparazione tecnologica, di conoscenza ma anche di analisi e di sperimentazione, rimangano ancorate quelle softskill indispensabili per perimetrare i nuovi ambienti di vita lavorativa, da sempre influenzati anche dalla capacità di ascolto, di relazione e di orgoglio partecipativo e contaminante delle persone.

L’Architetto milanese Cino Zucchi, riprendendo le parole della Presidente di Confindustria Canavese, ha ribadito con forza quanto oggi il luogo di lavoro debba rappresentare in modo chiaro l’identità e il valore di chi “abita le imprese”. L’Architettura come elemento di distinzione per la realizzazione di fabbriche belle rappresenta la forza di un territorio, perché intorno all’immagine di un’impresa armonica con il proprio ambiente, si autogenerano comunità civili attrattive e senso di appartenenza delle persone, modelli virtuosi che nascono anche grazie alla emulazione di casi di successo. Secondo i dati Istat, il 3% dell’intero territorio italiano è occupato da aree industriali dismesse: considerando che L’Europa punta, entro il 2050, a ridurre a zero il consumo di nuovo suolo, diventa indispensabile come la riqualificazione di aree “industrialmente disabitate” debba essere agevolata e, anzi, incentivata poiché da essa deriva un innegabile beneficio in termini di rigenerazione urbana, con benefici per il territorio e l’intera comunità.

Proprio sul legame tra territorio e Imprese si è concentrato l’intervento del Presidente degli Industriali di Assolombarda, Carlo Bonomi, il quale ha sottolineato l’importanza di promuovere un sistema di relazione multi territoriale connesso, per crescere industrialmente ed economicamente a livello italiano, favorendo politiche di sviluppo e di competitività mondiali.

Il Presidente Nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, nel suo intervento di chiusura dell’Assemblea ha ribadito quanto oggi accanto a politiche strutturali di sostegno verso le imprese da parte del Governo, dall’innovazione e alla formazione, passando per le infrastrutture e il cuneo fiscale, serva uno scatto di orgoglio e di fiducia da parte del Sistema Paese per rafforzare la competitività e lo sviluppo del motore di ogni economia, ovvero le imprese.

Tanti i temi trattati durante l’Assemblea Annuale della Confindustria di Ivrea e del Canavese che si è aperta con i saluti del sindaco eporediese, Stefano Sertoli, del Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio e, a sorpresa, con il saluto dal regno Unito della Astrofisica italiana e canavesana Giovanna Tinetti che ha scoperto pianeti exstrasolari su cui potrebbero svilupparsi le condizioni giuste per la vita: (davvero un futuro che non ti aspetti!) A seguire un intervento centrato sui giovani, le competenze, le nuove tecnologie, la robotica e il fare impresa, da parte di Valeria Cagnina e Francesco Baldassarre, fondatori di OFpassiON, che hanno portato l’esempio di una startup di successo focalizzata sull’educazione e l’apprendimento tecnologico.

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