RIPAROLIUM – «Abbiamo ereditato un buco di bilancio, ma adesso lo abbiamo ripianato e siamo pronti a partire con il nostro programma di opere». Il refrain del sindaco uscente, Alberto Rostagno, e dei membri della sua Giunta è già pronto per essere riproposto.

Un refrain un po’ stantio, peraltro, visto che lo stesso disco (rotto) suona da cinque anni. Senza contare che il vero o presunto buco di bilancio è posizionato al numero uno della classifica delle giustificazioni che le Amministrazioni inconcludenti sono solite utilizzare. A tutti i livelli. Sia che si tratti di Comune, Città, Regione o Governo nazionale, il buco di bilancio è sempre lì, pronto ad essere usato come scusa. L’asfalto non può essere rifatto? Colpa del debito pregresso. Non si organizzano eventi in città? Mancano i soldi. Le fontane non funzionano? Costa troppo ripararle. E via discorrendo.

Cinque, lunghi anni di scusanti e giochi a scaricabarile per cercare di tamponare le critiche alla Giunta che, francamente, ha dato a vedere non solo di non saper fare, ma anche di non avere uno straccio di idea. Ma poi, questo buco di bilancio, c’era o no? Secondo l’ex-primo cittadino, Fabrizio Bertot, la situazione è ben diversa da quella che ha sempre dipinto Rostagno. «Tanto per cominciare, quando ho assunto la carica di sindaco, nel settembre 2004, il debito totale ammontava a 6.927.598 euro – spiega – A Carlo Bollero era andata pure peggio, visto che aveva dovuto affrontare i suoi sedici mesi di Amministrazione, con un’eredità della Giunta Gaetano che ammontava a 7.209.483 euro di passivo. Ecco, con questi numeri di fronte noi avremmo potuto tranquillamente trincerarci dietro scuse grandi come una casa: cosa potevamo mai fare con un debito di quasi 7 milioni di euro?».

Però, il debito non è l’unica voce che conta nel bilancio comunale. «Infatti. Dipende sempre se si vuole solo gettare un po’ di fumo negli occhi agli elettori, o se invece si ha l’intenzione di fare qualcosa davvero per lo sviluppo della città – continua Bertot – Noi avremmo potuto nasconderci con la scusante del debito, o di un esiguo avanzo di bilancio di soli 200mila euro, o di una liquidità che ammontava a 4,5 milioni di euro ed era quindi ben inferiore al debito. Ma non ci siamo mai lamentati, perché avevamo un progetto (noi, sì!) da portare avanti. Ci siamo rimboccati le maniche e nonostante le difficoltà siamo riusciti a ultimare tutta una serie di opere che hanno cambiato il volto della città. Dal rifacimento dei marciapiedi di viale Berone e corso Italia, alla realizzazione delle rotonde in centro con annesse fontane, alle nuove scuole materne ed elementari, sono tante le opere, in centro e nelle frazioni, che rimangono come eredità della nostra Amministrazione. Se fra dieci o venti anni, invece, andremo col pensiero al mandato della Giunta Rostagno, cosa potremo ricordare? Nulla. E’ stata la Giunta del niente. Anzi, peggio, visto lo sforzo che ha profuso per rovinare la nostra riqualificazione di viale Berone».

Eh, già, ma Rostagno&C. hanno ereditato il buco di bilancio. «Appunto, la solita scusa – conclude Fabrizio Bertot – L’ultimo bilancio chiuso dalla Giunta Riparolium vantava queste cifre: debito diminuito a 5,5 milioni di euro, liquidità salita a 5 milioni di euro e avanzo di Amministrazione pari a oltre 1,5 milioni di euro. Poi c’è stato il commissariamento, e la situazione del bilancio è ulteriormente migliorata. Le condizioni per realizzare qualsivoglia programma c’erano tutte. Mi sorge il dubbio però che non avessero alcun progetto, se non quello di gettare fango su Riparolium. E mentre la maggioranza uscente passava il tempo a parlar male del passato, la città poco a poco si spegneva».

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