di Alessandra Hropich scrittrice per Bibliotheka Edizioni e You Can Print

Da tempo, nelle sedi della giustizia romana sentivo spesso fare il nome dell’ Avvocato Luigi Parenti in modo positivo. Allora ho deciso di conoscerlo per voi lettori di ObiettivoNews e, posso tranquillamente affermare che il suo Studio mi è sembrato sin da subito molto competente ed attento ai problemi delle persone.

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Domanda: Avvocato, so che il suo Studio si occupa di questioni diverse, lei, in particolare?
Risposta: Io mi occupo principalmente del settore civile, ma anche del diritto del lavoro.

Domanda: Sento molti cittadini lamentarsi dei costi delle cause, di chi è la colpa?
Risposta: Il costo delle cause é dovuto al contributo unificato, la gente spesso rinuncia ad intraprendere un giudizio proprio per il costo iniziale. Questo è un vero peccato, ma è anche difficile far capire che la spesa che si affronta all’inizio non è il compenso del Professionista. Questa é una sconfitta per i cittadini perché la giustizia dovrebbe essere alla portata di tutti. Tante persone non iniziano una causa rinunciando così ai propri diritti.

Domanda: Mentre qual’ é il problema della giustizia in Italia secondo lei?
Risposta: É la durata dei processi ad impressionare. Hanno fatto delle riforme, ma senza esito. I Giudici sono pochi rispetto ai tanti giudizi pendenti.

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Domanda: Da quando conosco il suo Studio, ho notato che molti si rivolgono direttamente a lei, sembrano tranquilli se inizialmente almeno hanno un incontro con lei, da cosa pensa dipenda questa fiducia nella sua persona?
Risposta: Dall’onestà che percepiscono sin da subito, dalla cortesia e professionalità nel trattare ogni questione. La fiducia parte da queste cose.

Domanda: Ci racconti qualcosa di un giudizio che le è rimasto impresso?
Risposta: Una causa in cui la ragione era lampante, ma né in primo né in secondo grado abbiamo avuto la dovuta ragione. Poi, finalmente in Cassazione ci hanno dato quella ragione che avevamo sin da subito.

Domanda: Beh, comunque avete avuto la dovuta soddisfazione!
Risposta: Non proprio come avremmo voluto. Ero convinto dell’ errore ed avere ragione solo in terzo grado mi ha reso contento e deluso al tempo stesso. É un fatto pesante questo perché non si possono attendere tempi così lunghi per tre gradi giudizio per vedere finalmente riconosciuto un errore.

Domanda: Immagino che non sia proprio facile oggi fare l’ Avvocato.
Risposta: No perché crea ansia. Devi portare il risultato. Poi ovviamente ci sono coloro che fanno credere chissà cosa mentre bisogna essere obiettivi di fronte ad un problema.

Domanda: Le capita mai di pensare ad un problema prima di andare a dormire?
Risposta: Assolutamente sì. La sera penso molto alle cose che avrei dovuto fare, a quelle fatte ed ho l’ abitudine di segnarmi le cose da fare, un modo semplice per non dimenticare. Dopotutto ho circa quaranta collaboratori Avvocati ed ho quindi molte responsabilità.

Domanda: Se non avesse fatto l’ Avvocato, cosa avrebbe fatto nella vita?
Risposta: Avrei fatto l’ Ingegnere. Amavo la matematica e la competizione a tutti i costi.

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Domanda: Come mai, un amante della matematica, finisce con il diventare Avvocato?
Risposta: Perché vengo da una famiglia di Avvocati. Il fratello di mia madre, lo zio Franco era una persona in gamba, corretta, giusta che mi ha fatto innamorare della professione.

Domanda: Un suo pregio ed un suo difetto?
Risposta: Un mio pregio consiste nel centrare il problema. Un mio difetto? Sono lunatico.

Domanda: Ci confidi un suo hobby, al di là della professione forense.
Risposta: Amo le moto, ma ho un sogno pazzesco: vorrei comprarmele tutte!

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