VOLPIANO – Lunedì 10 dicembre scade la procedura di licenziamento collettivo avviata dai curatori fallimentari per tutti i 119 dipendenti di Comital e Lamalù, e ad oggi non è stata avviata la richiesta di cassa integrazione, nonostante gli impegni del governo, in quanto al decreto, che esclude oneri per le aziende in procedura concorsuale, non è ad oggi seguita la circolare attuativa.

Julia Vermena e Federico Bellono, della Fiom di Torino, dichiarano: “È inaccettabile e incomprensibile che si aprano ulteriori difficoltà, per lavoratori che da giugno sono senza alcuna copertura retributiva e contributiva. E che dopo l’incontro del 31 ottobre in Regione, alla presenza del ministro Di Maio, hanno pensato di aver acquisito una
soluzione, per quanto temporanea e parziale, alla propria drammatica situazione.”

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Nel frattempo la Regione Piemonte ha convocato le parti per lunedì 10 alle 15 presso l’Assessorato al lavoro in Via Magenta 14 a Torino.
“C’è un rimpallo di responsabilità – dichiara Ivan Marotta – ma il problema è che le dichiarazioni fatte in pompa magna dal ministro Di Maio in persona durante l’incontro avuto in regione il 31 ottobre, dove diceva che la Comital era salva perché c’era la cassa integrazione, sono state disattese. Sembra proprio che la legge fatta apposta per la Comital non ci consente lo stesso di accedere alla cassa integrazione.”
Senza dubbio non sarà un bel Natale per questi lavoratori che confidavano nella promessa di una soluzione.

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