POLITICA – Ieri, martedì 20 novembre, il Gruppo Regionale della Lega ha presentato un’interrogazione a risposta immediata durante il question time per sollecitare un celere accoglimento dell’istanza mossa da Coldiretti, per modificare il divieto di bruciatura degli scarti vegetali.

La stessa Coldiretti ha infatti portato all’attenzione della Giunta Regionale il problema della bruciatura degli scarti vegetali, pratica solitamente espletata in questo periodo dagli operatori di settore al fine di mantenere boschi e terreni puliti, che favorisce la produttività delle coltivazioni e le ricadute economiche tanto per il settore agricolo quanto per l’indotto.

Qui di seguito le dichiarazioni del Consigliere Regionale Luigi Sinatora dopo la risposta negativa avuta dall’Assessore Valmaggia: “Abbiamo voluto presentare questa interrogazione per ribadire che l’abbruciamento dei residui organici dopo il periodo di raccolta, specie per quanto concerne i produttori di castagne, rappresenti una prassi utile e imprescindibile per mantenere efficacemente i suoli coinvolti, evidenziando la frequente presenza di boschi incolti accanto ad aree boschive presidiate, per cui la rimozione di sterpaglie nella porzione vigilata diviene “prevenzione indiretta” di incendi. Attualmente il divieto di bruciatura stabilito dalla Giunta perdurerà in Piemonte dal 1° Novembre al 31 Marzo del 2019 e oggi abbiamo semplicemente richiesto la dilazione della Coldiretti, con posticipo del divieto a partire dal 15 Dicembre, per consentire la pulizia dei siti”.

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Prosegue nei commenti l’Onorevole Alessandro Giglio Vigna, direttamente dalla sua trasferta parlamentare a Vienna per l’Assemblea plenaria della COSAC (la Conferenza degli organi specializzati in affari comunitari) : “Ringrazio il Consigliere Sinatora per l’interrogazione, bocciata dalla sinistra che sostiene di essere andata incontro al mondo agricolo non accogliendo però la proposta che proviene proprio dalle associazioni di categoria! Ricordo prima fra tutte, che la produzione di nocciole è strategica per il Piemonte che, secondo i dati FAO e ISTAT, ospita da solo il 3% delle coltivazioni mondiali nonché il 4% dell’intera produttività in guscio, ed è stato oggetto di una progressiva estensione delle coltivazioni e il raddoppiamento delle aziende dedite al settore. Se effettivamente ci fosse stata la volontà di andare incontro agli agricoltori, sarebbe stato necessario prima andare sul campo per conoscere le reali esigenze del settore e quindi si sarebbe spostato l’inizio del divieto a metà dicembre e non di un solo mese, decisione che di fatto ha preso in giro l’intero comparto”.

Infine le dichiarazioni di Andrea Cane (Responsabile Nazionale degli enti locali della Lega): “Questa decisione della Giunta Regionale è alquanto singolare, già solo per il fatto che quest’autunno per ora sia stato tutt’altro che piovoso, dal momento che le precipitazioni sono state abbondanti. Ritengo che gli agricoltori piemontesi conoscano bene i pericoli legati agli incendi controllati e che non sia nemmeno da mettere in dubbio il fatto che tutte le misure di sicurezza volte a prevenire incidenti e danni siano assicurate nell’ordinaria lavorazione dei nostri campi: questo lo esprimo insieme al Nostro Gruppo Regionale sulla base anche di un sapere atavico, profondamente legato alla conoscenza intima e approfondita del territorio e delle sue dinamiche naturali, legate alle stagioni, al meteo e soprattutto al buonsenso. Voglio infine soffermarmi proprio sul concetto di “buonsenso”, del quale come dice spesso anche lo stesso Matteo Salvini, per esempio sulla gestione dell’immigrazione, la sinistra ne sia stata spesso sprovvista, come è risultato anche oggi in modo lampante con la risposta negativa ricevuta dal Nostro Consigliere Sinatora durante il question time”.

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