POLITICA – Ieri sera a Roma si è tenuto un incontro degli Enti Locali del Piemonte tra il Responsabile Nazionale Andrea Cane e gli Onorevoli alla Camera dei Deputati Flavio Gastaldi ed Alessandro Giglio Vigna, in merito all’approvazione del DdL “Legge Montagna ed Enti Locali” da parte della Giunta della Regione Piemonte.

Qui di seguito le dichiarazioni condivise dai tre rappresentanti del Carroccio, aperte dall’On. Gastaldi:”Il ddl regionale sulla montagna e gli enti locali va nella direzione sbagliata: non tutela né il territorio né il suo sviluppo sociale ed economico. Rafforzare ulteriormente le unioni, attraverso l’istituzione di ambiti ottimali imposti dall’alto e finanziati con risorse incentivanti tolte ai Comuni che non intendono piegarsi all’obbligo di rinunciare alle proprie competenze, è solo un’ulteriore dimostrazione di come la Giunta Chiamparino preferisca fare la voce forte con i più deboli. Con questo ddl si agevolano le fusioni e non le convenzioni, distruggendo la storia e le tradizioni dei Nostri Municipi, invece che incentivare finanziariamente i cittadini residenti nei piccoli Comuni per stabilizzare la loro permanenza in questi territori“.

Prosegue l’On.Giglio Vigna: “volendo far proprio il sistema imposto dalla legge 56/2014, l’attuale Governo della Regione Piemonte non ha tenuto conto che tale legge è stata bocciata dal voto dei cittadini attraverso il referendum del 2016. Ritengo quindi che questo Disegno di Legge sia diametralmente opposto alle nostre volontà governative contenute nel Decreto Mille Proroghe e confido nel buonsenso dei partiti presenti in Consiglio Regionale, affinché sia votato al più presto lo stralcio di questo Disegno di Legge che potrebbe far fare numerosi passi indietro al sistema delle autonomie locali“.

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Andrea Cane sintetizza infine i risultati dell’incontro romano: “Questa decisione della Giunta ci ha totalmente spiazzato e personalmente la trovo inutile e pretestuosa, considerato anche l’approssimarsi del rinnovo dell’Amministrazione Regionale nel 2019. Mi stupisco anche dell’euforia di alcuni rappresentanti territoriali che sponsorizzano una politica che continua ad insistere per imporre ai Comuni delle unioni malcelatamente obbligatorie, che non possono portare nessun valore aggiunto alla gestione del territorio, ma di contro lo impoveriscono aumentando le spese di gestione dei servizi. Penso quindi che dare priorità al finanziamento degli interventi proposti da Comuni istituiti a seguito di fusione o appartenenti a unioni di Comuni, sia veramente una pazzia politica e sociale, della quale i cittadini che il prossimo anno andranno a votare alle Regionali dovranno iniziare a tenere conto”.

Chiude a distanza le dichiarazioni anche il Sindaco di Ingria Igor De Santis: “in questo caso parlo soprattutto a nome del direttivo provinciale dell’ANPCI, del quale faccio parte; non posso che evidenziare ancora una volta la posizione dell’ente presieduto dall’amica FrancaBiglio, ovvero che sia assurdo che una legge nata per riconoscere il ruolo dei piccoli Comuni, nasconda l’intenzione di farli invece accorpare! Inaccettabile anche l’obbligo degli ambiti ottimali, che farebbe diventare Comuni come Ingria sempre più marginali rispetto alle funzioni e alla fornitura dei servizi: penso infatti che ci siano soluzioni più efficaci ed efficienti, come gli accordi di programma utili per gestire alcuni servizi caratterizzati da uno spiccato legame con il territorio, come per esempio il Turismo. Le convenzioni di funzioni e servizi possono infatti essere tarate non in base al numero degli abitanti, ma in base a piani economici intercomunali liberi e volontari, che ritengo strumenti molto più adatti per salvaguardare l’autonomia  e l’identità dei Comuni”.

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