CANAVESE – “Scriviamo per denunciare ancora una volta i gravissimi disservizi che si stanno verificando sulla Ferrovia Canavesana gestita da GTT. In questi giorni stiamo impiegando mediamente un’ora e mezza per recarci in treno da Rivarolo a Torino.”

A lamentare i disservizi, un gruppo di pendolari che, stufi della situazione, in una nota, dichiarano:

“I treni, costretti a non superare la velocità di 50 km orari, sono in costante ritardo, con i convogli in partenza da Torino che sostano a Stura anche per 20 minuti negli orari di punta.”

“Nonostante la soppressione, per molte corse, della fermata di Feletto, con i conseguenti disagi per i pendolari, – continua il gruppo di pendolari – non solo i problemi non sono stati risolti, ma la situazione sembra addirittura peggiorata. Centinaia di persone usufruiscono quotidianamente del treno per raggiungere il capoluogo dal Canavese, subendo disagi degni di una ferrovia del Terzo Mondo, tanto che questa linea è già stata inserita fra le dieci peggiori d’talia.”

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“Un calvario quotidiano, con danni incalcolabili per gli utenti, soprattutto lavoratori e studenti, – prosegue –  che hanno pagato un abbonamento e non vedono rispettato l’orario. Sessioni di esame saltate, decurtazioni di stipendio per i ritardi sul posto di lavoro, coincidenze e visite mediche prenotate perse a causa dell’inefficienza del servizio sono solo alcuni esempi. Siamo persone, non numeri, cittadini, non merci. Chiediamo alla Regione Piemonte di convocare con urgenza i responsabili di GTT per cercare di risolvere in tempi brevi una situazione diventata ormai insostentibile.

Chiediamo una verifica attenta dell’effettiva esecuzione dei lavori di messa in sicurezza della linea nei tempi stabiliti. Sollecitiamo un interessamento dei Sindaci, della Città Metropolitana e dei Parlamentari canavesani per affrontare questa grave carenza nei collegamenti tra il Canavese e Torino. Se la Ferrovia Canavesana muore, muore l’intero territorio e l’agonia ormai sta durando da troppo tempo. Non possiamo più restare a guardare e subire in silenzio”.

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“I disservizi che ogni giorno si registrano sulla ferrovia Canavesana non sono più accettabili: siamo a fianco degli utenti che giustamente si lamentano per i costanti ritardi e addirittura anche per la soppressione di alcune corse.” A dichiararlo è l’Onorevole Francesca Bonomo, deputata canavesana del Partito Democratico, prende che aggiunge: “Abbiamo bisogno di una linea moderna ed efficiente se non vogliamo far morire un territorio già fortemente penalizzato”.

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Bonomo ha già chiesto un incontro urgente con i responsabili di Rfi e di Gtt. Nella passata legislatura sono stati stanziati quasi 12 milioni di euro finanziati con fondi FSC per intervenire sui passaggi a livello e proprio sulla sicurezza, attrezzando la Canavesana con il sistema di controllo marcia treno. A questi si sono aggiunti 6 milioni di euro messi a bilancio per elettrificare la tratta Rivarolo-Pont. «Auspichiamo che entro la fine dell’anno, come più volte dichiarato nelle scorse settimane – prosegue Bonomo – i gestori della linea riescano ad ottemperare alle richieste dell’Ansf, l’agenzia italiana per la sicurezza delle ferrovie, e ad ottenere quindi il rilascio delle autorizzazioni di sicurezza, riportando la velocità di circolazione ai 70 chilometri orari e riducendo in questo modo i tempi di percorrenza».

Nel caso in cui non si giunga presto ad una svolta, i consiglieri regionali del Partito Democratico, Daniele Valle e Celestina Olivetti, presenteranno un’interrogazione all’assessore ai Trasporti, Francesco Balocco sui disservizi della Sfm1. «La Regione chieda garanzie a Gtt e Rfi – evidenziano Valle e Olivetti – affinché la situazione torni al più presto alla normalità. È inaccettabile che nel 2018 ci voglia un’ora e mezza per percorrere la tratta tra Torino e Rivarolo. Ogni giorno si segnalano notevoli disagi che comportano un danno economico non indifferente a centinaia di lavoratori che hanno visto decurtarsi anche una parte dello stipendio a causa dei costanti ritardi e delle soppressioni delle corse. Se si vuole incentivare davvero il trasporto pubblico locale è arrivato il momento di invertire la rotta: senza treni e bus efficienti ogni misura risulterà vana».

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