LANZO – «La Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne è una grande opportunità per le Valli di Lanzo: sono sicura che gli amministratori locali non si lasceranno scappare questa occasione».

Francesca Bonomo, deputata del Partito Democratico, si dice disponibile a lavorare a fianco di sindaci, assessori e consiglieri nella stesura della strategia e a partecipare ai tavoli tecnici a cui saranno presenti anche le istituzioni, le associazioni e gli operatori del territorio.

«Lo scorso Governo ha finanziato la Strategia mettendo a disposizione oltre 281 milioni di euro dalle leggi di Bilancio – prosegue Bonomo – che si aggiungono ai 250 milioni di euro che metteranno a disposizione sia l’Unione Europea che le Regioni. Una misura, voluta dall’ex ministro Fabrizio Barca, che mira a contrastare lo spopolamento e la marginalizzazione dei luoghi considerati marginali, a rimuovere gli ostacoli all’innovazione produttiva, sociale e amministrativa, a garantire i servizi essenziali in territori che rappresentano il 60 per cento della superficie nazionale, il 52 per cento dei Comuni e il 22 per cento della popolazione. L’obiettivo è il miglioramento della quantità e della qualità dei servizi di cittadinanza, a partire da istruzione, salute e mobilità».

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La Regione Piemonte aveva individuato quattro “aree pilota”: oltre alle Valli di Lanzo, sono state individuale la Val d’Ossola, le Valli Grana e Maira e la Val Bormida. «Su ogni territorio arriveranno oltre dieci milioni di euro di investimenti – sottolinea la giovane deputata di Barbania – tra fondi statali ed europei dei Programmi operativi regionali. Una vera e propria boccata d’ossigeno in un periodo sicuramente non facile per le nostre vallate».

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Tanti i cittadini che hanno partecipato ai quattro incontri pubblici, promossi dagli amministratori, nel periodo estivo a Viù, Ceres, Corio e Lanzo. Nei giorni scorsi, inoltre, c’è stato l’incontro con l’assessore regionale alle Attività Produttive, Giuseppina De Santis, a cui è stata presentata la bozza della Strategia. Ora si entra nel vivo. «Sono stata presente all’ultimo appuntamento con la popolazione – ci tiene ad evidenziare Bonomo – e ho apprezzato l’entusiasmo, la curiosità e la voglia di mettersi in gioco. Saranno certamente mesi intensi, ma sono convinta che gli sforzi non resteranno vani».

Nei giorni scorsi, però, è arrivata una brutta notizia per i territori montani. Il Governo ha deciso di non rifinanziare la detrazione fiscale per tutti gli studenti fuori sede iscritti ad un corso di laurea ubicata in un Comune distante almeno 100 chilometri da quello di residenza.

«Una misura che era stata introdotta dal Governo Gentiloni nel corso dell’ultima legge di Bilancio – conclude Bonomo – era prevista una detrazione per un importo non superiore a 2.633 euro annui garantita a quegli studenti residenti in zone montane o disagiate distanti 50 chilometri dall’Università.

«A partire dal prossimo anno studiare costerà di più. Altro che favorire i cittadini: questo è un altro duro colpo alla montagna e soprattutto al futuro dei nostri giovani».

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