CASTELLAMONTE – La Legge Regionale n. 12 del 2017 sul riordino delle ex IPAB impone la trasformazione nel periodo massimo di un anno dell’assetto gestionale ed organizzativo agli istituti presenti ancora in Piemonte.

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Il Domenica Romana avendo un bilancio che pareggia su circa un milione novecento mila euro potrà scegliere se rimanere su un assetto gestionale pubblico trasformandosi in Agenzia di Servizio alla Persona ASP oppure privatizzarsi attraverso il riordino in Fondazione.

Tale riordino è sicuramente un passo complesso ed importante sia per la gestione dei servizi, contratto con il personale e l’amministrazione dell’Istituto.

Si impone un nuovo direttivo e soprattutto un nuovo statuto che indichi le modalità operative e le nomine dei rappresentanti del Consiglio di Amministrazione e di conseguenza del Direttore.

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Ma facciamo un passo indietro: attualmente l’Istituto Domenica Romana ospita circa 90 persone e di recente ha ottenuto funzioni di RSA ovvero di residenza sanitaria con notevoli sforzi nella gestione dei servizi alle persone, pur mantenendo rette tra le più basse del Canavese. Ovviamente le domande di ricovero sono sempre più frequenti da parte di persone che hanno bisogno di assistenza sanitaria più che alberghiera e di supporto.

La struttura si è dotata, sempre recentemente, di Direttore Sanitario ovvero di medico che coordina i servizi sanitari, l’infermeria e le cartelle mediche degli ospiti.

Sono stati eseguiti ed ultimati lavori per circa 250 mila euro per l’adeguamento alle normative imposte dalla ASL e dalla prevenzione incendi oltre all’ammodernamento di tre piani e la revisione dell’ascensore porta lettighe. Altri 200 mila euro saranno investiti nel secondo lotto di adeguamento entro due anni con la costruzione di primo soccorso obbligatorio in caso di incendio ai piani terzo e quarto e nuova sala per fisioterapia.

Grazie anche ai lasciti recenti l’Istituto gode di buona dote patrimoniale di beni disponibili e denaro ed è in procinto di acquisire un lotto di fabbricati adiacenti per l’ampliamento del parcheggio interno e la costruzione di un deposito, inoltre si sta procedendo all’acquisto di un terreno sempre adiacente al fabbricato principale con i proventi della vendita già effettuata di un terreno agricolo nella frazione S. Antonio e vincolati a tale operazione.

L’Istituto è proprietario di un alloggio a Torino, di un box a Castellamonte, del “vecchio ricovero” e di un’abitazione con terreno in frazione Filia, oggetto di donazione e di recente bando di vendita.

A livello gestionale amministrativo ha un buon impianto con tre dipendenti impiegati alla contabilità, al front office e alla logistica e gestione dei servizi oltre al Segretario con mansioni di Direttore della struttura.

L’attuale Consiglio di Amministrazione è composto da 5 membri compreso il Presidente che non percepiscono alcuna indennità di carica e nessun rimborso spese.

Ha già una contabilità praticamente pubblica e anche una gestione di tipo pubblico con delibere e determine che vengono controllate dalla Regione. Si appoggia ad una Tesoreria con il sistema di mandati e reversali, quindi con orientamento pubblico.

Effettua appalti e dispone incarichi secondo le recenti normative pubbliche con albo dei fornitori e gare di appalto per i servizi.

Con la trasformazione di riordino imposta dalla Regione occorre scegliere, come detto, se privatizzare l’intera struttura oppure mantenere di fatto l’impostazione attuale con lieve modifica della contabilità recentemente modificata anche nei piccoli Comuni dal D. Lgs.118/11.

Soprattutto occorre riscrivere lo Statuto seguendo le tracce proposte dalla regione Piemonte e tale Statuto deve sostanzialmente indicare la nomina del CDA.

Dall’incontro tra il Consiglio della Struttura e l’Amministrazione del Comune di Castellamonte è emersa la volontà di procedere alla trasformazione in ASP ovvero Azienda SERVIZIO ALLA PERSONA pubblica, ciò per vari motivi, tra i quali l’ammontare del bilancio annuale di circa 2 milioni di euro ed il patrimonio disponibile.

In questa direzione è stata espressa volontà di dare potere al Comune per la nomina dell’intero Consiglio di Amministrazione compreso un parente in linea discendente o collaterale del fondatore ROMANA.

“Questo pare – afferma l’Amministrazione – il percorso più ragionevole e vicino al volere dei padri costituenti e fondatori del Domenica Romana, riordinato in una versione più attuale e che garantisca il prosieguo dell’attività al servizio dei cittadini.”

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