Il filosofo francese Jean Paul Sartre scriveva che l’uomo è ciò che sceglie di essere e che in questo consiste la sua condanna alla libertà.

Siamo condannati a scegliere e lo dobbiamo fare perché la nostra coscienza è tutt’uno con la nostra libertà. Quindi siamo assolutamente liberi, ma anche maledettamente responsabili, senza appelli, senza alibi. Ogni uomo è solo davanti alla propria esistenza, nel vuoto lasciato dalla scomparsa di Dio, dall’inesistenza del Destino, dalla gratuità del Caso, ed è quello che ha voluto essere. A quest’idea totalitaria della libertà Sartre aggiungeva anche un ulteriore considerazione. Ogni scelta fatta dal singolo individuo ha conseguenze sul resto dell’umanità, e quindi ogni scelta individuale contribuisce a formare l’idea di Umanità, che è la somma delle scelte compiute.

Paonessa

 

In questi giorni di naufragi e derive in mare l’umanità viene reclamata, evocata, difesa, oltraggiata.

Ho davanti agli occhi gli occhi di Josefa, tra le braccia di un soccorritore della nave Open Arms. É rimasta aggrappata ad un frammento di legno di un barcone esploso per ben due giorni, accanto a un’altra donna e un bambino che invece non ce l’hanno fatta. Ha lo sguardo pietrificato e l’indice della mano destra puntato. É scappata dal Camerun perché il marito la picchiava, perché non poteva avere figli. Si è rifiutata di salire a bordo della nave della Guardia Costiera libica ed è stata abbandonata in mezzo al mare.

Guardo i soccorritori, uomini e donne anche loro e penso che la scelta di imbarcarsi su una motonave per salvare vite disperate contribuisce a rendere migliore la specie di cui facciamo parte.

ilbere
Tritapepe

 

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