TRASPORTI – Domani, venerdì 8 giugno, è previsto uno sciopero di 24 ore del settore trasporto pubblico locale, proclamato dalle Organizzazioni territoriali di Faisa-Cisal, Fast-Confsal e Usb – Lavoro Privato, su temi correlati al Piano Industriale di GTT.

Il servizio sarà comunque garantito nelle seguenti fasce orarie: servizio urbano e suburbano e metropolitana: dalle 6 alle 9 e dalle 12 alle ore 15.00

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Autolinee extraurbane e Servizio Ferroviario (sfm1 – Canavesana e sfmA – To – aeroporto – Ceres): da inizio servizio alle ore 8.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30

Sarà assicurato il completamento delle corse in partenza entro il termine delle fasce di servizio garantito.

I sindacalisti Ugl fanno sapere che non aderiranno allo sciopero, in quanto gli impegni presi dall’azienda in prefettura lasciano sperare una fase di concertazione.

Infatti, martedì 5 giugno, su richiesta di Ugl Fna, si è svolto il tentativo di conciliazione relativo al piano industriale, presso la Prefettura di Torino tra Gtt SpA e Ugl Fna.

 

I rappresentanti GTT, pur riconoscendo il comportamento responsabile tenuto sino ad oggi da Ugl, anche per le problematiche legate al Piano Industriale, precisano che: “l’Azienda sta cercando soluzioni alternative per limitare o addirittura evitare i licenziamenti”.

«Riteniamo che l’Azienda attualmente – commenta Ugl – ancora non offre chiare risposte e impegni precisi sulle conseguenze e le ricadute sui lavoratori per l’applicazione del nuovo piano industriale. Pertanto, chiediamo di annullare la previsione presente nel piano industriale riguardante i 260 licenziamenti collettivi per il personale che non ha mansione di guida e auspichiamo che la disponibilità dichiarata da parte dell’azienda, di attivare dei percorsi condivisi con tutti i rappresentanti sindacali, si traduca nel più breve tempo possibile in reale azione di confronto e che soprattutto non siano i lavoratori a dover pagare sulla propria pelle l’attuale crisi aziendale.»

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L’Ugl non del tutto soddisfatta e ritenendo negativo il tentativo di conciliazione, dichiara di procedere con lo stato di agitazione e al contempo, considerata l’apertura al dialogo, si appresterà a formulare una richiesta d’incontro aperta a tutte le parti che ne avranno interesse con l’obiettivo di ritrovare una chiara strada di dialogo basata sulla concertazione che da qualche tempo è andata persa.

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Foto d’archivio

 

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