Il populismo è una scorciatoia allettante, intriga e promette risultati immediati e sicuri. Un ex parlamentare nei giorni scorsi si è espresso in termini piuttosto populisti rispetto al Presidente della Repubblica. “Il Colle non tema governi e non si opponga agli italiani.” Che si trattasse di un invito garbato, o piuttosto di una velata minaccia, la sostanza non cambia, le istituzioni non devono interferire con la volontà popolare.

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Ma sappiamo che cos’è il populismo?

Malattia degenerativa della democrazia (il governo del popolo), il populismo è per sua natura ostile a qualsiasi procedura di tipo regolativo, si dice nemico delle élites, facendosi portavoce delle vere istanze popolari. Il populismo corre velocemente, ha fretta, non tollera mediazioni, filtri e regole, il suo obiettivo è quello di realizzare la volontà di un popolo che crede di rappresentare, anche se in realtà i populisti sono sempre la maggioranza di una minoranza.

Convinti di essere i depositari della volontà popolare i populisti spesso hanno creato sistemi tirannici e totalitari nei quali come avrebbe commentato Voltaire tutto è per il popolo, niente attraverso il popolo.

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A questo va aggiunto un altro elemento ricorrente della retorica populista. Nella sua prima apparizione il premier incaricato si è dichiarato avvocato degli italiani e si è assunto il compito di difenderli in tutte le sedi. Il politico populista agisce sempre sulla base di principi elevati, è virtuoso, inflessibile e soprattutto giusto. Giustizia e moralità sono le qualità del leader populista che lo distinguono dai suoi avversari democratici. Se a un’osservazione superficiale giustizia e moralità appaiono come virtù, la loro mescolanza può risultare terribilmente pericolosa per la libertà di uno Stato, poiché una minoranza di giusti e incorruttibili si autolegittima al governo e perde quella che è invece una delle prerogative irrinunciabili di un politico democratico che è la modestia, perché come sosteneva Popper la democrazia non è il più perfetto dei sistemi politici, ma è l’unico che accetta di essere criticato.

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