CASTELLAMONTE – “Se c’è il parere tecnico e finanziario e la firma degli uffici è la procedura che va avanti, non l’assessore.” Ha difeso così, il consigliere di minoranza Giovanni Maddio, il presunto debito fuori bilancio di circa 17mila euro relativo alla realizzazione dei dossi.

Scoperta fatta qualche mese fa dalla neo amministrazione Mazza, che riguarda la mancanza di fondi impegnati per i dossi.

Il “presunto”, perchè non ancora portato e approvato dal consiglio comunale (l’amministrazione vuole prima avere spiegazioni dagli uffici di competenza), debito fuori bilancio va ad affiancarsi a quello relativo all’asfalto. Situazione che l’amministrazione Mazza ha ereditato, e ora si trova ad affrontare, sono solo due delle tante “uscite” (a mezze parole) durante il punto relativo alla salvaguardia degli equilibri di bilancio.

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Ulteriore situazione precaria è data dal Ministero dell’Istruzione per i famosi 500mila euro, prima aggiudicati dall’ente per i lavori alla scuola media Cresto e poi negati, per i quali, il Tribunale di Roma aveva accolto la richiesta di provvisorio esecutività del decreto ingiutivo. Ora il Ministero ha avanzato un ricorso al Consiglio di Stato. Nel caso dovesse vincere, il Comune di Castellamonte sarebbe costretto a restituire l’importo.

Tra i punti all’ordine del giorno, anche il Ceta (accordo economico e commerciale globale tra Unione Europea e Canada), accompagnato dalla mozione di Paolo Recco, capogruppo di minoranza del Movimento Cinquestelle; i gettoni dei consiglieri comunali e una variazione di bilancio.

Critica la Lega Nord sulle prime azioni dell’Amministrazione Mazza, che in un comunicato, commenta:

“Se queste sono le premesse, allora marca male per la nostra città – scrivono i membri del direttivo – I primi 50 giorni di gestione, dove la nostra città avrebbe dovuto brillare con la ceramica, hanno prodotto solo la perdita della presidenza dell’Unione Montana Valle Sacra, dove non si è nemmeno pensato a presentare la candidatura, e della presidenza dell’assemblea dei sindaci del C.C.A. Invece di crescere, Castellamonte diminuisce di influenza e peso sul territorio”.

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In particolare la mancata candidatura nell’ente montano fa storcere il naso ai militanti del Carroccio. “L’Unione Montana è condivisione con il territorio circostante, è lavorare insieme per promuovere la nostra terra e le nostre eccellenze, è possibilità (soprattutto in questo periodo dove i bilanci comunali sono quasi blindati) di portare avanti progetti con i comuni limitrofi – aggiungono – la nostra città avrebbe dovuto essere il fulcro ed il traino dell’ente, ma purtroppo sembra che al sindaco Mazza la questione non interessi. Se intende questo come valorizzazione della propria città, allora proprio non ci siamo. Invece di trattare tematiche internazionali e rilevanti come il CETA, forse sarebbe più utile esporsi ed impegnarsi in azioni e progetti sovracomunali che hanno maggiori ricadute sul nostro territorio”.

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