IVREA – Indagati dalla procura di Ivrea per presunti maltrattamenti ai danni di detenuti, sette agenti della polizia penitenziaria in servizio all’interno del carcere eporediese.

Gli episodi sono relativi a fatti accaduti tra il 2015 e lo scorso autunno. Restano aperti altri fascicoli che riguardano la sommossa del 25 ottobre 2016 e le relative violenze denunciate da alcuni detenuti. Indagati per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale anche cinque detenuti.

“Rispetto alla notizia di Agenti di Polizia Penitenziaria in servizio nel carcere di Ivrea indagati per presunte violenze a detenuti invito tutti a non trarre affrettate conclusioni prima dei doverosi accertamenti giudiziari. – Dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe – Noi confidiamo nella Magistratura perché la Polizia penitenziaria, a Ivrea come in ogni altro carcere italiano, non ha nulla da nascondere.”

Advertising App ON 2

“L’impegno del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria, il Sappe,- prosegue Capece –  è sempre stato ed è quello di rendere il carcere una “casa di vetro”, cioè un luogo trasparente dove la società civile può e deve vederci “chiaro”, perché nulla abbiamo da nascondere ed anzi questo permetterà di far apprezzare il prezioso e fondamentale, ma ancora sconosciuto, lavoro svolto quotidianamente con professionalità, abnegazione e umanità dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria. Tanto per dire, negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 21mila tentati suicidi ed impedito che quasi 168mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze”.

Banner_730x100
Original Marines
mafish orizzontale

Il primo Sindacato dei Baschi Azzurri torna a sottolineare che “la Polizia Penitenziaria, a Ivrea e negli oltre 200 penitenziari italiani per adulti e minori, è formata da persone che hanno valori radicati, un forte senso d’identità e d’orgoglio, e che ogni giorno in carcere fanno tutto quanto è nelle loro umane possibilità per gestire gli eventi critici che si verificano quotidianamente, soprattutto sventando centinaia e centinaia suicidi di detenuti. Ripeto, non abbiano nulla da nascondere. Ma non si traggano giudizi affrettati senza aver atteso prima i doverosi accertamenti giudiziari”.

Monalisa Ozegna 700×100 2
Monalisa Ozegna ok 700×100
Associazione Primo Contatto definitivo 700X100

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here