martedì 11 Maggio 2021

CASTELLAMONTE – Alla Fornace Pagliero, R-Evolution

CASTELLAMONTE – È iniziato il conto alla rovescia per la quinta tappa di R-Evolution, pronti a proseguire il grande successo delle precedenti tappe Lanciano, Minturno, Barletta, San Benedetto del Tronto. Si tratta di una serie di mostre che il Fiof regionale propone in diverse regioni d’Italia e, per la prima volta, in Piemonte.

Il 4 novembre alle 9.30, presso lo studio del poliedrico artista Ugo Nespolo, a Torino, si apriranno i lavori a cura del Presidente Fiof Regione Piemonte Claudio Marino, interverranno l’artista prof. Ugo Nespolo, il Presidente Nazionale Fiof Ruggiero Di Benedetto, il Presidente Comitato Scientifico Fiof, Rinaldo Alvisi, con la partecipazione di Maurizio Galimberti che presenterà il suo  libro Portraits.

La prima pubblicazione antologica sui Ritratti realizzati da Maurizio Galimberti in oltre trent’anni di percorso artistico. Dalle prime sperimentazioni alle composizioni divenute famose nel mondo con il nome di Mosaici. L’artista che, con la sua Polaroid, ha reinventato un genere rendendo unica ed immediatamente riconoscibile la sua fotografia.

Una selezione di oltre 180 ritratti in cui sono immortalati i personaggi più rappresentativi del nostro tempo. Maurizio Galimberti Portraits è un progetto a cura di Benedetta Donato, edito da Silvana Editoriale. Il libro ripercorre la storia di uno stile documentando l’evoluzione del ritratto attraverso la visione, la creatività e la sensibilità di un grande fotografo. Ad affiancare il racconto di questo percorso, i contributi speciali dei critici e curatori che maggiormente hanno collaborato con l’artista durante le diverse fasi del suo percorso: Mariateresa Cerretelli, Denis Curti, Roberto Mutti, Giuliana Scimè in interventi raccolti durante i colloqui con la curatrice.
Maurizio Galimberti, come un esploratore, arriva per gradi all’invenzione di un linguaggio che renderà unica la sua fotografia.

Lo studio del movimento è centrale e presente fin dai primi ritratti realizzati, fra gli altri, a Mimmo Rotella e Carla Fracci, con l’ausilio di una fotocamera Widelux ad obiettivo rotante e pellicola in bianco e nero. Il buio e la camera oscura non rappresentano l’habitat naturale del fotografo, orientato alla ricerca di una corrispondenza immediata con la realtà, che sceglie il mondo dell’istantanea come mezzo espressivo di elezione.
In quel periodo iniziano le prime sperimentazioni sulla scomposizione, sugli elementi che conferiscono ritmo e dinamismo alle immagini ed avviene la svolta: l’incontro con i vertici dell’azienda Polaroid e l’uso del Collector, un accessorio in dotazione alla famosa fotocamera, fino a quel momento utilizzato per la duplicazione e la catalogazione di piccoli oggetti. Galimberti studia una modalità per ottenere una variante dello strumento esistente che gli consente di fotografare ad una distanza molto ravvicinata, riprendendo i dettagli nella loro dimensione naturale.
È stato il primo artista al mondo a realizzare ritratti adoperando questa particolare tecnica, sperimentata anche su se stesso con una serie di autoritratti nel libro pubblicati e utilizzata ancora oggi.

La macchina Polaroid diviene il prolungamento del suo sguardo, il mezzo che più di altri gli consente di cogliere, nelle reali proporzioni, gli impercettibili particolari dei soggetti fotografati e di scomporli in una moltitudine di scatti riportati nell’opera unica. Il Mosaico come composizione di singole Polaroid, assume un ruolo predominante nel percorso dell’artista, cui si affiancano negli anni, le produzioni eseguite attraverso altre tecniche e differenti formati delle pellicole.

Accanto ai Mosaici, che rappresentano la sezione più ampia della pubblicazione, ulteriori esempi di volti manipolati vengono trasportati nelle immagini singole, di grandi dimensioni, ottenute con la Polaroid Giant Camera, di cui esistono pochi esemplari al mondo, che il fotografo ha potuto utilizzare per la realizzazione di Maxi Polaroid formato 50×60 cm. Il libro è arricchito da ulteriori scatti di medio formato 20×25 cm, acquisiti con l’apparecchio del banco ottico e Impossible Film in bianco e nero, che conferiscono alle immagini uno straordinario effetto materico.
Nel libro, presentato in un’unica edizione multilingua, è inoltre pubblicata una selezione fotografica inedita di contenuti backstage relativi al momento di realizzazione di alcuni ritratti.

Sempre venerdi 4, nel pomeriggio alle  17, presso la Fornace Pagliero di Castellamonte, vernissage di fotografia, con una personale di Ugo Nespolo: Per fissare un sogno.

“L’America l’avevo già incontrata e vissuta un po’ sin dagli anni sessanta gli anni del nostro (di noi ragazzi) sogno a stelle e strisce sin da quel primo viaggio pionieristico, con la sua “gioventù bruciata” i primi jeans ed il ciuffo lungo e gonfio coma James.
Quella era l’America da ricordare quella dei greyhounds per perdersi in lontane terre sconosciute e affascinanti cost to cost col solo aiuto del Rand McNally Atlas, la bibbia del momento. Da ricordare l’America scomparsa fatta di strade vetrine musei fatta di vita e di immagini da non scordare mai più. Così nel tempo e con frequentazioni sempre più lunghe e ravvicinate per trovare la musica lì dove di faceva per essere dentro a quello che vedevamo essere il cuore pulsante della ricerca e della creatività a venire.

Poi verso la fine degli anni settanta è stata New York il luogo deputato in cui ho vissuto ed esposto, incontrato persone e soprattutto incamerando immagini.Quasi ogni giorno uscivo in compagnia della mia piccola Leica pronto a fotografare porzioni di città, divisa per temi e girovagando a piedi estate ed inverno. Son migliaia le immagini raccolte divise come per temi fissi: le strade, le vetrine, le gallerie, i muri, la vita vera, pulsante. Tutto il Sud Manhattan che a me pareva un crogiolo vivo di esperienze estetiche è stato da me viscerato con insistenza e con amore quasi. Certo di documentare una microrealtà che andava – come è andata – scomparendo e che oggi appunto non esiste più, mai più.
Queste fotografie sono parte di quella memoria sono la presenza fisica dei ricordi di quel tempo. Il bianco e nero le drammatizza un poco ma esse sono invece la memoria felice degli anni dell’illusione, quelli in cui anche l’America pareva essere la terra delle meraviglie.”

In esposizione c/o la Fornace, una collettiva autori FIOF, tra cui Claudio Marino, Francesco Mosca, Antonio Gibotta, Domenico Tattoli, Mimmo Ricatti, Claudia Canale, Roberto Colacioppo, Elena Datrino, Damiano Lamonaca, Antonella Dargenio, Mario Vitolo, Diego Pizi, Nunzia Borrelli, Gianpiero Di Molfetta, Giuseppe Savino, Franco Turcati, Andrea Rossato, Luigi Grieco, Danilo Balducci, Catia Mencacci

Seguirà lecture con Antonio Gibotta, il giovane reporter, c/o la Fornace Pagliero

Sabato 05 novembre 2016

Presso la Fornace Pagliero, Castellamonte, si terranno gli incontri con gli autori:
ore 09.30 lecture con Luigi Grieco il RITRATTO
ore 11.00 lecture con Danio Balducci, il reportage, l’ arte del racconto
ore 15.00 lecture con Ruggiero Di Benedetto, “Wedding Art”  il matrimonio
ore 17.00 Chiusura lavori

La mostra resterà aperta nel week end inaugurale e il fine settimana successiva, dopodichè verrà sospesa e riaperta successivamente in data da definire.

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